BITCOINS: DOVE SONO LEGALI E COSA PREVEDE IL FISCO?

1. Cos’è il bitcoin? 
Le nuove tecnologie, favorite dai progressi della crittografia e dalle evoluzioni della rete internet, hanno determinato un cambiamento radicale nell’economia globale, con particolare riferimento al settore finanziario ed alle modalità di scambio di beni e servizi.
Tra le più significative applicazioni della tecnologia digitale al settore finanziario, spicca la nascita e la diffusione delle criptovalute (o valute virtuali), la più nota delle quali è il bitcoin, cioè una moneta virtuale – non stampata come la normale banconota – creata, distribuita e scambiata in maniera completamente virtuale, attraverso una modalità chiamata peer to peer.

È spendibile un bitcoin per l’acquisto di beni e servizi?

In quanto moneta virtuale, qualsiasi criptovaluta – e, dunque, anche il bitcoin – può dirsi alternativa rispetto alla moneta avente corso legale.
In altre parole, la circolazione dei bitcoin, quale mezzo di pagamento, si fonda sull’accettazione volontaria da parte degli operatori di mercato i quali, sulla base della fiducia, la ricevono come corrispettivo nello scambio di beni e servizi,  riconoscendone, quindi, il valore di scambio indipendentemente da alcun obbligo di legge.

• Modalità di acquisto e scambio dei bitcoins
L’acquisto di bitcoins avviene generalmente mediate l’iscrizione a piattaforme on-line (cd. exchange) che mettono a disposizione dell’utente un portafoglio elettronico (cd. wallet) il quale, una volta collegato ad un conto corrente bancario o ad una carta di credito, consente lo scambio di valute virtuali dietro corrispettivo di un prezzo.
Una volta effettuato l’acquisto, le monete virtuali possono essere conservate all’interno dei wallet ed il proprietario avrà la possibilità di
– riconvertirle in euro (o nella propria valuta) o
– utilizzarle per effettuare pagamenti in favore di altri soggetti (anch’essi titolari di wallet) che le accetteranno come mezzo di scambio.

Ad oggi, nonostante le modalità di utilizzo dei bitcoins siano al quanto chiare, il tema, per certi versi, risulta ancora troppo delicato, complesso, e controverso.
Insomma, le domande che ancora i più si pongono riguardano non solo la effettiva legalità dell’utilizzo dei bitcoins, ma anche le modalità di tassazione degli stessi.
Bene.
Proviamo, in tal sede, a darvi una risposta, quanto più completa possibile.

2. Il bitcoin è legale? 
Una moneta legale è definita tale quando deve essere accettata come pagamento per l’estinzione di un debito. Il bitcoin, come suddetto, non è riconosciuto come valuta legale da alcun governo e può essere utilizzato come pagamento solo se entrambe le parti all’interno di una transazione accettano il suo utilizzo come forma di pagamento.
La possibilità di utilizzo del bitcoin come “moneta di scambio”, però, più che dipendere dalla volontà delle parti, è condizionato dalla scelta dei singoli Paesi di renderlo legale.
In altri termini, ci sono molti Paesi con diverse normative sulle criptovalute, alcuni dei quali hanno previsto che il bitcoin possa essere usato come denaro per pagare tasse, acquistare beni o scambiarlo come una merce. In altri Paesi, invece, anche il semplice possesso di bitcoin può portare alla prigione; ed altri ancora non si sono nemmeno preoccupati di regolarlo, lasciando il bitcoin e le altre criptovalute in un limbo legale.

2.1 Dove non sono legali i bitcoins?
Bitcoin e criptovalute sono generalmente accolti in gran parte del mondo. Tuttavia, in alcuni Paesi è stato vietato il loro utilizzo.
Nello specifico: Afghanistan, Pakistan, Algeria, Bolivia, Bangladesh, Repubblica di Macedonia, Arabia Saudita, Qatar, Vanuatu, Vietnam.
Oltre agli Stati in cui il bitcoin è vietato, ci sono anche Paesi in cui, invece, risulta in qualche modo limitato e non può essere scambiato o utilizzato per il pagamento. Ad esempio, in Cina i bitcoins possono essere scambiati solo tra privati, mentre è severamente vietato il loro utilizzo da parte delle banche.

2.2 Dove sono legali i bitcoins?
Sono tanti gli Stati in cui il bitcoin e le criptovalute sono riconosciute dalla legge, come: Stati Uniti, Canada, Unione Europea, Giappone, Gibilterra, Malta, Ucraina, Svizzera, Paesi Bassi, Lituania, Estonia, Regno Unito, Germania, Bermuda, Slovenia, Singapore, Georgia, Bielorussia, Hong Kong… e tanti altri se ne stanno aggiungendo!

 

 

 

3. Come comportarsi con il fisco?
Appurato che l’Italia è uno dei Paesi nei quali l’utilizzo dei bitcoins è legale, cerchiamo di comprendere, ora, in che modo essi vengono tassati.
Si chiarisca fin da subito che i bitcoins devono essere considerati alla stregua della valuta estera. Dunque, sebbene non ci sia la specifica necessità di dichiarare quanti se ne posseggono, bisognerà invece dichiarare tutte le operazioni effettuate su di essi… e questo vale a prescindere dalla criptovaluta utilizzata.
Pertanto, dal punto di vista fiscale, usare bitcoins è esattamente come usare una qualsivoglia moneta in corso legale: sarà possibile incassare bitcoins e scegliere di conservarli su un proprio wallet; ma, qualora si decidesse di venderli, sulle plusvalenze ricavate dalla vendita bisognerà pagarci le tasse.
Dunque, le plusvalenze sono tassate e dovranno essere pagate solo al momento in cui vengono rilevate: e, quindi, solo nel momento in cui vi sarà la vendita dei bitcoins.

L’aliquota con cui sono tassate le plusvalenze finanziarie è pari al 26%; queste andranno inserite in dichiarazione dei redditi nel quadro RW.
Come si determinano le plusvalenze?
Attraverso il calcolo, in euro, del controvalore della moneta virtuale ceduta, sottraendo il costo di acquisto della stessa.

 

I timori diffusi della criptovaluta hanno avuto un effetto negativo sull’utilizzo dei bitcoins. Per questo motivo, molte persone diffidano di un sistema privo di fiducia, preferendo, invece, i sistemi tradizionali.
In realtà, in conseguenza della digitalizzazione sempre più spinta, i bitcoins – e le criptovalute in generale – possono diventare, insieme alla moneta elettronica, un metodo di pagamento alternativo e sicuro. Ma, come sempre, attenzione ad operare secondo la legge!

 

Dott.ssa Adriana Valentino

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