REGIME FORFETTARIO 

La guida definitiva

COSA E’: Il regime forfettario è entrato in vigore con la legge 190/2014. Il suo obiettivo è quello d’incentivare l’iniziativa privata dando un po’ di ossigeno all’economia italiana attraverso importanti agevolazioni fiscali per le piccole imprese artigianali e commerciali e ai lavoratori autonomi.

Nel 2019 c’è stata un’importante modifica all’originale regime forfettario: è stata ampliata la platea dei contribuenti che possono aderirvi; infatti è stato portato il limite dei compensi a € 65.000 indifferentemente dall’attività esercitata dall’impresa

CHI PUO’ APPLICARLO: Possono applicare il regime forfettario le persone fisiche che esercitano un’attività di impresa artigianale o commerciale e i lavoratori autonomi che presentano determinati requisiti e che non incorrono in una delle cause di esclusione dal regime. Quindi rientrano tra i forfettari tutte le ditte individuali ossia tutti gli imprenditori che svolgono la loro attività in modo autonomo senza aver costituito una società. Infatti non possono aderire al regime forfettario le persone giuridiche tra le quali rientrano le SRL, SPA, SRLS ecc.

Non sono previsti requisiti legati all’anzianità anagrafica o alla partita IVA; pertanto possono accedervi anche chi, prima del 2014 era precluso per il superamento del limite di età.

L’applicazione del regime forfettario è automatica in quanto non vi sono opzioni da scegliere: viene definito per le ditte individuali e per i lavoratori autonomi come il regime “naturale”. Questi tuttavia possono optare per il tradizionale regime ordinario o semplificato.

INDICE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI

1.  Le cause di esclusione

2. Agevolazioni Iva e Contabilità

3. Come si determina il reddito d’imposta

4. Regime Forfettario e Start Up

5. Come si emette la fattura?

1. LE CAUSE DI ESCLUSIONE

Ci sono delle cause oggettive che comportano l’esclusione dal regime forfettario legate al volume dei compensi e all’attività svolta.

Non possono applicare il regime forfettario chi nel precedente periodo di imposta ha superato il limite dei compensi di € 65.000. Nel caso del superamento l’uscita dal regime è automatica dal successivo periodo di imposta.

Le altre cause di esclusione sono:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari di determinazione del reddito;

  • i non residenti;

  • i soggetti che effettuano, operazioni di cessione di fabbricati, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;

La legge di Bilancio 2019 ha introdotto altre cause di esclusione. Non possono accedere al regime forfettario:

  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente;

     

  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni, come ad esempio per gli avvocati o i commercialisti.

Gruppo di settore

Cod. Attività ATECO 2007

Coefficiente di redditività

Industrie alimentari e delle bevande

(10-11)

40%

Commercio all’ingrosso e al dettaglio

45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9

40%

Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande

47.81

40%

Commercio ambulante di altri prodotti

47.82 – 47.89

54%

Costruzioni e attività immobiliari

(41 – 42 – 43) – (68)

86%

Intermediari del commercio

46.1

62%

Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione

(55 – 56)

40%

Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi

(64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88)

78%

Altre attività economiche

(01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 -39) – (49 – 50 – 51 – 52 -53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99)

67%

2. AGEVOLAZIONI IVA E CONTABILITA’

Chi aderisce al regime forfettario ha importanti agevolazioni che riducono nettamente i costi di gestione della contabilità. In particolare i forfettari non sono obbligati alla tenuta dei libri contabili ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA. Il mio consiglio è comunque quello di tenere un minimo di contabilità in modo da tenere sotto controllo le uscite finanziarie ed intervenire lì dove c’è bisogno, eliminando il superfluo.

Le agevolazioni non si limitano solo alla contabilità: ai fini IVA i forfettari non detraggono e non addebitano l’Iva in fattura, per questo si è esonerati da tutti gli obblighi della disciplina IVA, come l’obbligo di dichiarazione annuale o di liquidazione periodica. Vanno però conservati tutti i documenti emessi e ricevuti da protocollare in ordine di ricezione e vanno certificati i corrispettivi.

Per i professionisti che aderiscono al regime forfettario c’è un’ulteriore agevolazione, quest’ultimi non applicano la ritenuta d’acconto del 20% in fattura, e non essendo sostituti d’imposta non sono tenuti a versarla per i loro fornitori, quindi pagano direttamente il lordo esposto in fattura.

Inoltre chi aderisce al regime forfettario è esonerato dall’obbligo della fatturazione elettronica. Questo strumento rimane tuttavia a disposizione dell’imprenditore ed è sua facoltà adottarlo.

3. COME SI DETERMINA IL REDDITO D’IMPOSTA

Una sostanziale differenza tra il regime forfettario e quello ordinario sta nel modo di determinare il reddito imponibile. Chi aderisce al regime forfettario non determina il reddito sulla base della differenza dei costi e dei ricavi realizzati nel periodo, ma ci si avvale di specifiche aliquote di redditività distinte per codice Ateco. Tali aliquote vanno applicate al totale dei compensi ricevuti nell’anno d’imposta. Il risultato determina il reddito lordo e da quest’importo le uniche spese che si possono dedurre sono quelle sostenute per il pagamento dei contributi previdenziali. Alla somma così ottenuta si applica l’imposta sostitutiva che è pari al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività.

L’aliquota di redditività consente di dedurre dal reddito un forfait che sostituisce il totale delle spese sostenute dall’imprenditore nell’esercizio dell’attività. L’imprenditore che aderisce al regime forfettario quindi, non potrà dedurre analiticamente tutti i costi ma dovrà rifarsi alla relativa aliquota che potrà essere maggiore o minore delle spese effettivamente sostenute e, sulla base di questa differenza, si andrà ad analizzare la convenienza di restare nel regime forfettario oppure adottare quello ordinario.


VUOI APRIRE PARTITA IVA IN REGIME FORFETTARIO?

4. I CONTRIBUTI (INPS E GESTIONE SEPARATA)

Chi decide di avviare una attività imprenditoriale deve necessariamente versare anche i contributi previdenziali. Il metodo di versamento dei contributi si differenzia sulla base dell’attività svolta.

·      Per gli artigiani ed i commercianti la normativa prevede una quota fissa e una variabile. I contributi fissi sono sempre dovuti anche nel caso in cui l’imprenditore fatturi zero nell’anno d’imposta; e sono determinati direttamente dall’INPS. In genere sono pari a circa € 3.800.


Il pagamento avviene in 4 rate:

16 maggio,

20 agosto,

16 novembre,

16 febbraio.

Chi aderisce al regime forfettario potrà richiedere un’agevolazione per il versamento dei contributi riducendoli del 35%. Questo però avrà dei risvolti negativi ai fini previdenziali perché infatti non sarà accreditato l’intero anno lavorativo ma solo la relativa quota.

Alla quota fissa, se il reddito supera € 15.778, si aggiunge una quota variabile che dipende dal reddito dichiarato nel periodo d’imposta. La quota variabile si calcola seguendo questa tabella:

Per i professionisti che non sono iscritti ad una Cassa Professionale devono necessariamente iscriversi alla Gestione Separata INPS. Ne sono un esempio i freelance, i consulenti d’impresa, i fisioterapisti e tutti gli altri che non hanno un Albo di riferimento

Il calcolo dei contributi non tiene conto di una quota fissa, ma si determina prendendo in                         considerazione l’ammontare del reddito dichiarato.

I contributi da versare si calcolano applicando l’aliquota del 25,72% al reddito lordo: dunque non ci sono contributi fissi da versare e questo è un bene perché si avvia all’attività di lavoratore autonomo. Però, se non si raggiunge il minimale di € 15.548, ai fini previdenziali non sarà accreditato l’intero anno lavorativo, ma solo la relativa quota.

Per i professionisti con un’autonoma Cassa di previdenza ci sono regole specifiche che devono essere studiate caso per caso.

5. COME SI EMETTE LA FATTURA?

L’imprenditore, in regime forfettario, deve emettere una regolare fattura che contenga tutti i dati previsti dalla normativa.

In particolare la fattura deve contenere: il numero e la data dell’emissione; l’intestazione dell’imprenditore: Ragione sociale o nome e cognome, codice fiscale e p.iva, sede legale; i dati del cliente: ragione sociale o nome e cognome, codice fiscale e p.iva, sede legale; la descrizione dell’attività svolta o dei beni e servizi ceduti; l’imponibile ai fini IVA e il totale della fattura.

Chi aderisce al regime forfettario non è obbligato alla rivalsa dell’IVA, bisogna però specificarlo. Per questo è necessario inserire un determinata frase:

“Operazione in franchigia da Iva ai sensi della legge 190/2014 art. 1 comma da 54 a 89”

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, comma da 54 a 89 – Regime Forfettario”

Se ad emettere la fattura è un professionista che aderisce al regime forfettario allora non sarà tenuto neanche all’applicazione della ritenuta d’acconto, e al pari dell’IVA bisogna specificarlo:

“Il compenso non è soggetto a ritenute d’acconto ai sensi della legge 190/2014”

 

Dato che il compenso è esente da IVA, per il principio dell’alternatività, chi emette una fattura superiore a € 77,47, deve apporre una marca da bollo da € 2,00.

Per l’imprenditore in regime forfettario, come già detto, l’utilizzo della fattura elettronica è facoltativo, tuttavia la sua adozione offre numerosi vantaggi in termini di invio e conservazione dei documenti.

Se vuoi aprire la tua p.iva ed essere in regola con il fisco puoi chiederci una consulenza e raccontaci la tua attività,
potendoti così consigliare qual è la forma migliore per la tua impresa.

ma_LOGO_transp 

 

VUOI APRIRE PARTITA IVA IN REGIME FORFETTARIO?

VUOI APRIRE UNA PARTITA IVA?

Richiedi subito una prima consulenza GRATUITA