DICHIARAZIONE IVA 2021 TARDIVA O OMESSA: SCADENZE E SANZIONI

1. Introduzione

E’ scaduto il 30 aprile il termine per la trasmissione della dichiarazione IVA 2021 tramite il Modello di Dichiarazione annuale e concernente l’anno di imposta 2020. 

Tale dichiarazione spetta a tutti i titolari di partita IVA che esercita attività di impresa, attività artistiche o professionali e che non si avvalgano del regime forfettario (che non prevede appunto l’IVA) o coloro che siano esonerati da normativa. 

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2. DICHIARAZIONE IVA: COSA FARE IN CASO DI RITARDO

E se la dichiarazione non è stata presentata entro il 30 aprile, cosa prevede la normativa?

Per coloro che non hanno presentato telematicamente il modello nei termini previsti è possibile inviarlo entro, e non oltre, i 90 giorni successivi, ovvero entro il 29 luglio 2021.

Entro tale data la dichiarazione sarà comunque considerata valida, anche se questo non evita la sanzione. Nel dettaglio per la presentazione tardiva è prevista una sanzione fissa da 250€ a 2mila €, che viene ridotta in sede di ravvedimento operoso al 10% del minimo, ovvero a 25 €. Oltre a questa è da considerare una percentuale più gli interessi sul tributo dovuto.  

3.  DICHIARAZIONE IVA: INTEGRAZIONE O RETTIFICA

E’ possibile, una volta validata la dichiarazione, in regola o tardiva, presentare una dichiarazione integrativa o di rettifica presentando una nuova dichiarazione su modello predisposto. 

4. DICHIARAZIONE IVA: OMISSIONE DELLA DICHIARAZIONE

Quanto detto fino ad ora è valido se la presentazione avviene entro i 90 giorni dalla scadenza. Oltre questa data limite la dichiarazione viene considerata “omessa” e non si potrà più “ravvedere” il ritardo, ma solo l’eventuale omesso o insufficiente versamento dell’Iva previsto. 

In questo caso la sanzione prevista varia dal 120% al 240% dell’ammontare dell’imposta dovuta, con una cifra mai inferiore ai 250€. Se non è prevista imposta la sanzione va dai 250€ ai 1000€. 

Se la dichiarazione viene inviata oltre i 90 giorni ma prima della dichiarazione dell’anno successivo  e prima del controllo dell’Agenzia delle Entrate, la sanzione applicata andrà dal 60% al 120% dell’imposta dovuta, con un valore mai inferiore a 200€, oppure da 150€ a 500€ in caso non sia dovuta l’imposta. 

E’ prevista una sanzione anche per la mancata presentazione della dichiarazione da parte di coloro che abbiano svolto solo operazioni che non richiedono il versamento dell’Iva: si va da 250€ a 2mila €, ma anche in questo caso è previsto il ravvedimento operoso se si procede alla regolarizzazione entro i 90 giorni, con la sanzione ridotta a 25€. 

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Veronica Boggian

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