AVVIARE UNA START-UP: IL METODO IN 6 AZIONI DA SEGUIRE!

1. Introduzione
Cos’è una start-up?
Partendo dalla sua etimologia linguistica, l’espressione “start-up” si può facilmente tradurre dall’inglese col termine avvio.
Dunque, parlare di start-up significa riferirsi all’inizio, alla nascita di una nuova attività imprenditoriale, a nulla importando quale sia il settore in cui essa opera – può trattarsi di e-commerce o di attività d’impresa off-line -.
In quanto nuova e, dunque, non ancora operante sul mercato, una società in fase di start-up si caratterizza per la sua incertezza in termini di riuscita imprenditoriale, poiché le condizioni di sviluppo di un nuovo progetto d’impresa possono fondarsi solo su ipotesi fiduciarie – da verificare attraverso attente analisi di mercato e sperimentazioni sul campo.
Attenzione, l’incertezza non deve essere sinonimo di abbandono!
Se credi, infatti, di avere una buona idea imprenditoriale, della quale hai già discusso con i tuoi più fedeli consiglieri, ne hai studiato il mercato valutandone anche i potenziali profitti; se credi nel tuo progetto ed è quello a cui pensi costantemente, allora è giunto il momento di dare avvio al tuo business!
E sai perché?
Perché anche se altre start-up, prima della tua, hanno fallito, non vuol dire che anche tu fallirai: segui attentamente questo articolo per scoprire le 6 azioni che permetteranno alla tua azienda di raggiungere il successo che merita!

2. Mettersi alla prova 
Di seguito scoprirai un metodo basato su 6 azioni che ti aiuteranno ad individuare la giusta strada da percorrere per avviare correttamente la tua start-up, dando così concretezza ed efficacia al tuo business.

 

a) Azione n. 1: motivo di impresa
Perché vuoi avviare una start-up? Cosa ti spinge ad iniziare questo percorso? Quali sono le motivazioni e le idee che stanno alla base del tuo successo?
Prendi un foglio e dividilo in due colonne; utilizza la colonna di sinistra per annotare tutti i lati positivi delle tue idee imprenditoriali, e la colonna di destra per annotare, invece, tutti i lati negativi di quelle stesse idee. Sii spietato con te stesso, sii il più critico possibile con ogni idea che avrai!
Trova più eccezioni e difetti possibili, smontali uno ad uno e cerca la miglior versione di te e delle tue idee!
e ricorda un dato importante: affinché un’idea possa trasformarsi in un buon business, bisogna che questa sia capace di risolvere un problema comune, creando convenienza, scoperta e soddisfazione di un bisogno.

  b) Azione n. 2: analisi di mercato
Svolgere un’indagine di mercato è particolarmente importante per l’avvio di una start-up, poiché lo scopo primario di una nuova realtà imprenditoriale sarà sempre quello di posizionarsi, positivamente, all’interno del mercato. A tal fine, è indispensabile individuare le potenziali opportunità di guadagno, riducendo al minimo i fattori di rischio.
Dunque, un conto è studiare il mercato, un altro è analizzarlo secondo metodi matematici e statistici.
Per effettuare una buona analisi di mercato, bisognerà analizza demografia, geolocalizzazione, target di riferimento (cd. buyer persona) e potenziale posizionamento all’interno di una determinata nicchia di mercato.
Inizia dalla concorrenza, studia a fondo le sue mosse e trova la strada giusta per differenziarti da essa.

 

  c) Azione n. 3: inquadramento giuridico e fiscale
Quando si dà avvio ad una nuova attività economica, prima ancora di pensare alla creazione del cd. business plan, è cosa buona e giusta ragionare sulla forma giuridica da dare alla futura azienda.
Difatti, al variare della forma giuridica scelta, varierà l’imposizione fiscale e le tasse da pagare.
Purtroppo, le tasse rappresentano una bella fetta da togliere ai profitti; dunque, conoscere in anticipo tutti gli oneri e le conseguenze fiscali che una determinata forma giuridica d’impresa pone, permette di effettuare una scelta consapevole sul come, giuridicamente e fiscalmente, sia più opportuno procedere.
Proviamo a fare un esempio insieme.
La forma giuridica individuale – o ditta individuale -, permette all’imprenditore di scegliere tra la ordinaria tassazione Irpef e il regime forfettario il quale consente, non solo di usufruire di una tassazione agevolata al 15%, ma esenta anche da adempimenti come Iva, Irap e studi di settore.
L’impresa individuale è, senza dubbio, una forma giudica molto snella, adatta in fase di start-up a meno che, per un determinato modello di business, non risulti più conveniente costituire una società – in tali casi, la forma giuridica più vantaggiosa da adottare sarà la società a responsabilità limitata (Srl) o la società a responsabilità limitata semplice (Srls).
Va da sé comprendere che ogni caso imprenditoriale non può essere uguale ad un altro; di conseguenza, considerando sia il business da svolgere sia le caratteristiche personali e lavorative del futuro imprenditore, sarà utile effettuare una attenta pianificazione fiscale, così da individuare quale forma giuridica possa risultare maggiormente adatta al caso di specie.

VUOI MAGGIORI INFORMAZIONI?


CLICCA SUL BOTTONE E RICHIEDI LA CONSULENZA GRATUITA CON UN ESPERTO MYACCOUNTING.IT!

 

  d) Azione n. 4: pensare in grande e scrivere un business plan
Il Business Plan (o piano industriale) è un documento utilizzato per descrivere un progetto imprenditoriale; al suo interno dovrà comprendere: obiettivi, strategie di vendite e di marketing, nonché previsioni finanziarie.
Un business plan viene utilizzato sia all’interno dell’impresa come guida strategica, sia come documento da presentare a istituti finanziari o nuovi soci per la richiesta di finanziamenti in conto capitale o a debito; è, infatti, composta da 2 macro aree:
– una descrittiva, nella quale viene spiegato il progetto, il mercato competitivo e le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi del piano;
– una numerica, nella quale, invece, vengono presentate le proiezioni economico-patrimoniali e finanziarie, prese in esame nella parte descrittiva.
Entrambe le parti, dunque, sono particolarmente rilevanti per gli stakeholder (finanziatori, banche, business angel, ventur capitalist, potenziali clienti), ecco perché dovranno essere progettate al meglio, analizzando ogni suo punto nella maniera più dettagliata possibile.


  e) Azione n. 5: trovare le risorse economiche
L’esigenza di capitale accompagna una start-up lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla nascita fino alla sua completa maturità.
Ogni business ha bisogno di finanze da destinare alle diverse aree strategiche: marketing, sviluppo, produzione, implementazione della rete di vendita e così via. Va da sé, quindi, comprendere quanto il suo bisogno di capitale sia maggiore nella sua fase iniziale – o di early stage -, dove ancora non si dispone né di un prodotto né di un business model sostenibile.
E allora, come trovare investimenti?
Presentando un buon business plan a tutti i potenziali investitori!
Quali sono i possibili canali di finanziamento?
finanze del founder, dunque utilizzo di capitali propri;
amici e parenti, con elevata capacità finanziaria, disposti ad investirla in una start-up;
crowdfunding (donation, reward, equity, social-lending), ovvero raccolta di denaro attraverso l’utilizzo di piattaforme on-line create per sostenere nuove idee imprenditoriali;
business angel e ventur capitalist, cioè persone fisiche (solitamente ex imprenditori, manager, consulenti, professionisti) che decidono di investire in cambio di azioni societarie di minoranza;
prestiti bancari o accesso a bandi europei o italiani.

  f) Azione n. 6: creare un team
Qualunque sia l’idea, il successo di una start-up – e di un’azienda in generale – passa dalla passione, dalla competenza e dalla coesione del team che dovrà materialmente realizzare una specifica idea di business.
La forza di ogni azienda risiede nel capitale umano che la compone, dotato di abilità differenti che si fondono tra loro per perseguire obbiettivi comuni!
Ricorda: è l’aggregazione di menti che crea il successo; un’aggregazione di cui non sarà mai possibile farne a meno.

L’imprenditoria è, da sempre, un mondo capace di destare molta preoccupazione: non riuscire in un progetto, non arrivare agli obbiettivi prefissati, non essere capaci di raggiungere le “economie” sperate.
E, allora, perché provarci?
Perché un sogno non può sempre restare chiuso nel cassetto!
Segui questi preziosi consigli e fai volare la tua start-up!

Avv. Carlo Alberto Micheli
Dott.ssa Adriana Valentino

VUOI MAGGIORI INFORMAZIONI?


CLICCA SUL BOTTONE E RICHIEDI LA CONSULENZA GRATUITA CON UN ESPERTO MYACCOUNTING.IT!