BLOCCO DEI LICENZIAMENTI: IN ARRIVO IL CONTRATTO DI RIOCCUPAZIONE

1. Introduzione

Il ministro del lavoro, Andrea Orlando, ha annunciato un’importante novità per superare l’impasse del blocco dei licenziamenti. Si tratta del “contratto di rioccupazione”, una misura che potrebbe trovare spazio nel decreto Sostegni Bis – di prossima approvazione – e che prevede sei mesi di sgravi contributivi per chi trattiene in azienda risorse che altrimenti dovrebbero essere licenziate.

Secondo le anticipazioni, si tratterebbe di una vera e propria alternativa ai licenziamenti, che erano stati bloccati, a causa dell’emergenza Covid, fino al prossimo 30 giugno.

La misura non è ancora definitiva ma dal Ministero del Lavoro arrivano le prime importanti indicazioni.

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2. Blocco licenziamenti: cosa succede il 1° luglio

Lo sblocco dei licenziamenti è imminente e prevede un ritorno alla precedente normativa in due fasi. Il 30 giugno le aziende di qualsiasi dimensione potranno nuovamente ricorrere a licenziamenti collettivi, individuali o plurimi per giustificato motivo oggettivo. Mentre le aziende che ricorrono agli ammortizzatori sociali con causale Covid-19, previsti sempre dal Decreto Sostegni, il blocco ai licenziamenti è stato esteso al 31 ottobre 2021.

Per compensare gli effetti dello sblocco dei licenziamenti il ministro del Lavoro Andrea Orlando, ha annunciato nuovi incentivi per le aziende per trattenere in azienda il personale.

Ho spinto perché nel prossimo Decreto Sostegni ci siano risorse per incentivare le forme di contrattazione attraverso le quali gestire le crisi di impresa penso ai contratti di espansione, di solidarietà, perché sono convinto che solo così, diciamo, si può ridurre il danno che inevitabilmente la pandemia può provocarci“, ha dichiarato il ministero durante l’evento al CNEL del 13 maggio 2021.

3. Cos’è il contratto di rioccupazione

Tra le misure allo studio del ministero c’è il contratto di rioccupazione applicabile a tutti i settori, a tempo indeterminato e legato alla formazione e ad un periodo di prova (massimo di sei mesi) con sgravi contributivi al 100%, da restituire nel caso in cui il lavoratore non venga poi assunto.

In sostanza l’azienda, invece di licenziare i lavoratori in esubero, può decidere di usufruire del contratto di rioccupazione “testando” il loro mantenimento per un massimo di sei mesi durante i quali il lavoratore seguirà corsi anche di formazione.

Il rapporto di lavoro sarà come un periodo di prova con zero contributi da pagare da parte dell’impresa. Al termine del periodo l’azienda potrà scegliere se mantenere il lavoratore (confermando l’assunzione a tempo indeterminato) o licenziarlo in via definitiva. In quest’ultimo caso, però, l’impresa dovrà restituire il 100% dello sgravio di cui ha beneficiato.

4. Altri incentivi occupazionali

Nel decreto Sostegni Bis di prossima approvazione dovrebbero trovare spazio anche altri incentivi occupazionali:

Esonero contributivo al 100%rivolto principalmente ai settori del commercio e del turismo per i dipendenti che vengono riconfermati dopo il blocco dei licenziamenti e la fine della cassa Covid ad ottobre. Una norma che punta a mantenere i livelli occupazionali;

Contratto di solidarietà – per le aziende che registrano un calo del 50% di fatturato che possono stipulare contratti con retribuzione al 70% ma a fronte di un impegno, messo nero su bianco nell’accordo, a mantenere i livelli occupazionali;

Contratti di espansione – abbassamento della soglia a 100 dipendenti sia per lo scivolo verso l’uscita si per la riduzione dell’orario di lavoro, che premia le ditte che assumono e puntano alla staffetta generazionale.

Novella Toloni

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