LAVORO AGILE SEMPLIFICATO: FINO A QUANDO SARÀ POSSIBILE?

1. Smart working: per i privati non sarà possibile dal 15 ottobre

Il lavoro agile “semplificato” per il settore privato non sarà più possibile dal 15 ottobre, salvo che venga prorogato lo stato di emergenza.
Con la fine dello stato di emergenza le aziende potranno collocare i lavoratori in smart working non più in modo unilaterale, bensì rispettando gli accordi individuali previsti dalla legge 81/2017.
Diverso è per i lavoratori pubblici. Il 50% di questi infatti potrà lavorare in smart working fino al 31 dicembre purché l’attività possa essere svolta con tale modalità di lavoro. 

2. Cosa succederà ai privati dopo il 15 ottobre?

Dalla metà di ottobre si tornerà ad applicare le regole ordinarie.
In altri termini sarà necessario che i lavoratori firmino un accordo che contenga le modalità di esecuzione della prestazione fuori dai locali aziendali e di esercizio del potere direttivo del datore, gli strumenti da usare, i tempi di riposo e le misure per assicurare il diritto alla disconnessione.
A tal proposito si precisa che l’art. 90 del decreto Rilancio ha stabilito che le regole semplificate potranno essere utilizzate dalle aziende private entro e non oltre il 31 dicembre.
Nel 2021 quindi sarà necessario applicare nuovamente le regole “ordinarie” del lavoro agile.
Tuttavia ad oggi non si può averne la certezza, in quanto gli eventuali nuovi interventi normativi dipenderanno dall’andamento dei contagi. 

3. L’importanza dello smart working

Il lavoro in modalità agile fa parte dei protocolli di sicurezza anti-Covid siglati da Governo e parti sociali – singole aziende – quale misura efficace per garantire il distanziamento tra i lavoratori. Dunque, sia in caso di ispezioni, sia sotto il profilo della responsabilità del datore nella tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, l’applicazione dello smart working ai propri dipendenti o collaboratori garantisce all’azienda di aver adottato una misura contro nuovi possibili contagi.

4. Quali i dubbi?

Il responsabile scientifico dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano Mariano Corso si è espresso affermando che, considerata anche l’influenza di stagione che solitamente cade a metà ottobre e che “i dati sui contagi non ci mettono ancora in una situazione di sicurezza sarebbe probabilmente ragionevole estendere la modalità semplificata di adozione del lavoro agile sino alla fine dell’anno”. Secondo il presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro Marina Calderone “è opportuno che, fatte salve le procedure semplificate di attivazione del lavoro agile, si lasci alle singole imprese la massima libertà sulle misure da adottare in funzione della natura e delle esigenze di ogni singola realtà”.

Avv. Marialetizia Polizzi

 

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