Il Passaporto Sanitario come Lasciapassare per le vacanze: davvero può essere così facile?

IL PASSAPORTO SANITARIO COME LASCIAPASSARE PER LE VACANZE:

DAVVERO PUO’ ESSERE COSI’ FACILE?

1. Il passaporto sanitario come lasciapassare per le vacanze: il passaporto accanto alla carta d’identità

Il 3 giugno è, ormai, vicino!

Il giorno della completa riapertura dopo il lockdown da Covid-19 è alle porte!

Nonostante la regola dettata dal governo Conte sia questa, già si vocifera di qualche regione italiana che, invece, continuerà a tener chiusi i propri confini regionali – soprattutto al Sud dove la curva del contagio è, fortunatamente, molto bassa e la riapertura sembra far paura.

Sul tema, però, più che il possibile “ritardo” del meridione, sta facendo molto discutere la particolare misura proposta al governo da parte dal presidente sardo Solinas, intenzionato a riaprire le porte ai turisti solo se in possesso di un passaporto sanitario certificante la negatività da Covid-19.

Una sorta di lasciapassare per le vacanze, volto a tutelare sia chi si sposta verso la Sardegna, sia il cittadino sardo che accoglie il turista.

Christian Solinas ha già avviato una trattativa con l’esecutivo, proponendo che vengano autorizzati i nuovi test salivari, con l’obiettivo di create un’isola Covid-free

La Sardegna, dunque, chiede una cautela in più; e il turista dovrà munirsi di:

• biglietto d’imbaco, destinazione isola sarda,

• documento d’identità,

• certificato di negatività al virus Covid-19, da presentare al momento dell’imbarco.

Questa, l’idea principale del presidente. 

E se il governo non dovesse permettere la concreta applicazione di questa misura (davvero molto singolare)? 

Solinas parrebbe avere già pronto un piano B per porti e aeroporti: utilizzare un’app per la registrazione degli ingressi, un questionario epidemiologico per l’accesso e un’autocertificazione, oltre che gli ordinari controlli sulla temperatura.

 

2. Il passaporto sanitario come lasciapassare per le vacanze: c’è un freno dal governo

Per quanto ambiziosa, la soluzione proposta da Solinas sembra non trovare manforte dal Governo Conte, in quanto impraticabile

Qual è il problema del certificato di negatività (o passaporto sanitario)? 

Solinas parla di test molecolari sulla saliva – dunque, per loro natura, test rapidi.

Ma il vero problema risiede nell’incertezza di un test di questo tipo. In altre parole, la negatività al Covid-19 di oggi non può dare certezza sulla medesima negatività anche domani! 

D’altro canto, più che test molecolare sulla saliva, probabilmente l’obbiettivo di Solinas potrebbe essere raggiunto mediante il cd. test sierologico.

Ma ne siamo sicuri?

Purtroppo, anche un test di questo tipo non fornirebbe la massima sicurezza sulla negatività del virus. Infatti, il test sierologico, da solo, non basterebbe! 

Senza alcun dubbio, il modo più attendibile per verificare la positività al Covid-19 è mediante un prelievo di sangue che certifichi la presenza di due tipi di anticorpi, le IgM (utili a capire se un essere umano è venuto a contatto con il virus in un tempo recente) e le IgG (utili a capire, invece, se un essere umano ha contratto il virus in un tempo passato).

Un test, dunque, utile a studiare l’immunizzazione del soggetto nei confronti del virus Covid-19.

Il responso utile a garantirsi l’ingresso nella regione dovrà indicare come negativo l’indice IgM, mentre positivo quello IgG.

Ma, come anticipato, ciò comunque non basterebbe in quanto, l’aver già contratto il virus non basta a qualificare il soggetto come immune; l’infezione potrebbe ancora essere presente e quindi il soggetto contagioso! 

A quel punto servirà un secondo test, cioè quello effettuato tramite tampone salivare.

 

3. Il passaporto sanitario come lasciapassare per le vacanze: i lunghi tempi dei test a discapito della desiderata vacanza

Dunque, il turista, per essere sicuro di non avere un’infezione da Covid in corso, dovrà avere un test sierologico con anticorpi IgM negativi e IgG positivi, nonché un tampone negativo. 

E qui si pone un secondo problema: i lunghi tempi di attesa! Per non parlare del fatto che i laboratori privati hanno l’obbligo di segnalare l’eventuale positività al test, così che la persona “positiva” dovrà attendere l’esito dei successivi tamponi in quarantena, senza poter trascorrere i suoi giorni di vacanza.

Ma Solinas ha giocato di anticipo, pensando di arginare tutti i problemi; e non solo quelli legati alle tempistiche nell’avere i risultati dei test, ma anche alle difficoltà, per i futuri turisti sardi, nelle prenotazioni dei test sierologici e dei tamponi salivari – per i quali, come pensabile, ci sono lunghe file di attesa. 

La proposta è la seguente: si è reso disponibile ad accollarsi tutte le procedure utili a scoprire l’eventuale positività per il turista al Covid-19, garantendo, persino, un acceleramento dei tempi.

4. Il passaporto sanitario come lasciapassare per le vacanze: le alterative

Dunque, le possibili alternative dettate dal governatore sardo sembrano due:

l’ingresso dei soli turisti già muniti dei test sierologici e tampone – con tutti dubbi del caso;

l’ingresso del turista non munito dei test che, però, dovranno essere eseguiti sul posto – sacrificando quanti giorni di vacanza? 

Ma, forse, la domanda da porsi è un’altra: davvero un turista è disposto a fare tutta questa trafila per una vacanza?

Probabilmente no! Anche giustamente, aggiungerei.

Forse, Sileri, viceministro della salute, ha ragione nel dire che la soluzione migliore è quella di riaprire lasciandoci questo virus alle spalle, rispettando semplicemente le regole!

Dunque, la proposta di Solinas sembra non avere trovato il consenso dei più. Anzi. Ma, a giorni, i governanti decideranno definitivamente sia su quest’ultima proposta che sulle definitive misure di riapertura per tutte le altre regioni – considerando, ovviamente, l’andamento della curva dei contagi.

A breve (speriamo), il tanto atteso (e definitivo) responso! 

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A presto!

Dott.ssa Adriana Valentino

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