Contribuenti minimi e forfetari, come comportarsi in caso di fuoriuscita.

Come noto la Legge n. 190/2014 (Finanziaria 2015) ha introdotto nel nostro ordinamento, a decorrere dal 1 gennaio 2015 un nuovo regime fiscale agevolato, il Regime Forfettario destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo che rispettano determinati requisiti. Per saperne di più clicca qui : https://www.myaccounting.it/nuovo-regime-forfettario-conviene/ .

In questo articolo trattiamo delle cause di uscita dai regimi agevolati e delle conseguenze che tutto ciò comporta.

Regime forfetario

Cause:

  • nel caso in cui si supera il limite di uno dei requisiti richiesti (limite ricavi/compensi, spese per l’impiego di lavoratori, costo complessivo beni strumentali, reddito di lavoro dipendente superiore a 30.000 euro);
  • nel caso in cui si verifica una causa di esclusione (ad esempio l’adozione di regimi speciali IVA, non residenza, esercizio di attività di cessione di immobili e di mezzi di trasporto nuovi, partecipazione a società di persone, associazioni professionali o Srl trasparenti ec art.116 TUIR);
  • per opzione del contribuente.

Regime dei minimi partita-iva-regime-forfettario-2017requisiti

Cause:

  • in caso di violazione di uno dei requisiti richiesti (ad esempio in caso di superamento dei limiti dei ricavi e compensi, degli investimenti, o in caso di cessioni all’esportazione);
  • nel caso si verifichi una delle cause di esclusione;
  • in caso di libera iniziativa del contribuente.

Al verificarsi di una delle cause sopra elencate il contribuente passa al regime fiscale ordinario.

Da quando cessa:

  • Regime dei minimi: dall’anno successivo a quello in cui si perde uno dei requisiti accesso e permanenza nel regime oppure nel corso dell’anno se si conseguono ricavi sopra i 45.000 euro.
  • Regime forfetario: dall’anno successivo a quello in cui si perde uno dei requisiti, ma è possibile rientrarvi dall’anno successivo a quello in cui vi sono nuovamente i requisiti.

Conseguenze:

La fuoriuscita dai regimi agevolati comporta il passaggio al regime fiscale ordinario, che ha come conseguenze l’introduzione di nuovi adempimenti e la perdita di alcune agevolazioni.

  • rettifica iva, in quanto l’imposta sul valore aggiunto diventa da indetraibile a detraibile, sui beni non ammortizzabili non ancora ceduti, sui servizi non ancora utilizzati e sui beni ammortizzabili entrati in funzione da meno di 4 anni (non si fa alcuna rettifica per i beni con costo inferiore a € 516,45 in quanto sono totalmente ammortizzati);
  • il reddito per i contribuenti che entrano nel regime ordinario si determina con il passaggio dal principio di cassa, dove il compenso del professionista concorre a formare il reddito nel momento dell’incasso al principio di competenza per le imprese;
  • assoggettamento del reddito a tassazione IRPEF ordinaria;
  • tenuta della contabilità semplificata o ordinaria.

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