SPID, CIE E CNS PER ACCEDERE A INPS: TUTTE LE NOVITÀ DAL 1° OTTOBRE

1. Il Pin Inps va in pensione

Dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà il Pin per accedere ai propri servizi. Per poter usufruire dei servizi online della Pubblica Amministrazione sarà necessario essere in possesso della CIE carta di identità elettronica, CNS carta nazionale dei servizi o SPID il Sistema Pubblico di Identità Digitale, ampiamente impiegato anche per richiedere alcuni incentivi introdotti dal governo per l’emergenza Covid-19 – come il bonus bici.
Lo SPID consente agli utenti di interagire con l’Istituto, con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti.
Peraltro, in base al Regolamento eIDAS l’identità digitale SPID – con credenziali di livello 2 o 3 – può essere usata per l’accesso ai servizi in rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’Unione europea.
Grazie ai vari livelli di autenticazione dello SPID, l’INPS potrà abilitare nuovi servizi che richiedono una maggiore affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente.

2. Cos’è lo Spid e come posso ottenerlo?

Per richiedere e ottenere le credenziali SPID è necessario essere maggiorenne, nonché:
• un indirizzo e-mail;
• il numero di telefono del cellulare;
• un documento di identità rilasciato in Italia: carta di identità, passaporto, patente;
• la tessera sanitaria con il codice fiscale.
L’ultimo step è scegliere l’Identity Provider tra i soggetti che erogano le credenziali SPID.

3. La fase transitoria

Per chi attualmente si avvale del Pin, il passaggio allo Spid sarà graduale: la circolare Inps 17 luglio 2020, n. 87 prevede una fase transitoria fino ad arrivare alla definitiva cessazione della validità dei Pin rilasciati dall’Istituto.
Questo significa che l’Inps non rilascerà nuovi Pin agli utenti che ne faranno richiesta; mentre i possessori di Pin già emessi potranno continuare ad utilizzarli e rinnovarli fino alla conclusione della fase transitoria.
La data di cessazione definitiva di validità dei PIN rilasciati dall’INPS, sarà fissata dall’Istituto, di concerto con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, l’AGID e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

 

4. Per chi resta attivo il Pin dispositivo

Il Pin dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali Spid, come i minori di diciotto anni, i soggetti extracomunitari o le persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno, e limitatamente ai servizi loro dedicati.
Tutti gli altri utenti per accedere ai diversi servizi dovranno dotarsi di credenziali di autenticazione alternative al Pin che attualmente sono: Spid, Carta d’Identità Elettronica (CIE) e Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

5. Come utilizzare la CIE per accedere all’INPS

Per accedere ai servizi INPS e di altre amministrazioni con la CIE occorre:
• uno smartphone con sistema NFC. Per sapere se lo smartphone ha il sistema NFC (near field communication) è opportuno verificare nelle Impostazioni e consultare la sezione Entra con CIE nel portale del Ministero dell’Interno.
Per chi non possiede uno smartphone con NFC o trova complicato il sistema Entra con CIE, può richiedere SPID;
• i codici PIN e PUK che vengono consegnati al momento del rilascio della CIE all’anagrafe del Comune di residenza.
Tali codici vengono forniti in due parti:
◦ la prima parte è contenuta nell’ultimo foglio della ricevuta cartacea che l’ufficiale di anagrafe comunale consegna allo sportello al termine della richiesta della CIE;
◦ la seconda parte è contenuta nella raccomandata assieme alla CIE che viene recapitata a casa o ritirata in comune.
Le due parti del PIN e del PUK vanno unite e conservate. Il codice PIN è necessario per abilitare l’accesso vero e proprio ai servizi online tramite la CIE.

6. Perché questo passaggio da Pin a Spid?

Il passaggio dal PIN allo SPID è stato adottato dall’INPS nell’ottica di una semplificazione dei rapporti i cittadini e la Pubblica Amministrazione e per rendere operative le politiche nazionali di digitalizzazione aperte ormai agli sviluppi europei.

Avv. Marialetizia Polizzi

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