Stipendi in Italia – Ultimi in Europa e senza salario minimo

Chi guadagna di più in europa?

Quanto sono cresciti i salari negli ultimi 30 anni?

Chi adotta il salario minimo e quando sarà il turno dell’Italia?

In un contesto di economia globale, o quantomeno comunitaria il fatto che gli stipendi negli ultimi trent’anni siano in Germania, Francia e persino Grecia aumentati di oltre il 30% mentre in Italia siano diminuiti del 2,9% non è un problema marginale.

Perché il mercato è comunitario, e soprattutto lo è la concorrenza tra le imprese. Non siamo sullo stesso piano, allora che unione è se vi sono al suo interno delle differenze cosi evidenti. Se poi aggiungiamo il fatto che i salari sono poi temperati, termine elegante per non dire scippati, dalla pressione fiscale e da un cuneo fiscale molto diverso tra i diversi paesi il quadro si aggrava.

E’ ipocrisia, devono intervenire. E ci vuole un governo autorevole che lo faccia. Ce l’avevamo, ma hanno preferito mandarlo a casa.

Quando dobbiamo fare i sacrifici dobbiamo farli tutti e lo vedremo bene questo inverno, anzi lo stiamo già vedendo con le bollette che arrivano ogni mese.

E allora perché quando il potere di acquisto cresce non lo fa per tutti gli aderenti?

E’ in questa direzione che dobbiamo andare ed è in questa direzione che sta andando la direttiva sul salario minimo sulla quale l’unione europea ha trovato un accordo rispetto a dei criteri standard a cui uniformarsi. Sostanzialmente i paesi che hanno il salario minimo devono tutelare l’adeguatezza di questi. Semplice no?

E se il salario minimo non ce l’hai? Niente criteri. Bruxelles rispetta di intervenire tramite i contratti collettivi e non impone minimi tariffari. Basta solo che il CCNL abbia una copertura rispetto al mercato di almeno il 70%. Clausole aperte e labili.

Anziché menzionare tra i 27 paesi dell’unione chi non ha il salario minimo si fa molto prima dire chi non ce l’ha: Italia, Danimarca, Cipro, Svezia, Finlandia e Austria.

In Lussemburgo lo stipendio minimo per legge ammonta a 2.256 euro. Noi ci accontentiamo dai, ci basta anche un pochino meno. Basta non fare come la Bulgaria però dove il mimino è pari a 332 euro (ma almeno c’è).

Ad ogni modo non c’è solo il Lussemburgo:

  • Irlanda: 1.774,50 euro,
  • Paesi Bassi: 1.725 euro,
  • Belgio: 1.658,23 euro,
  • Germania: 1.621 euro,
  • Francia: 1.603,12 euro,
  • Spagna: 1.125,83 euro,

Lo stipendio medio lordo annuo dell’eurozona è pari a 37.400 euro. In Italia è naturalmente sotto i 30.000 il che rende davvero difficile vivere in città come Milano, Torino, Roma, Firenze. Se un commesso o un cassiere prende 1300 euro come fa a condurre una vita dignitosa?

Vogliamo fare i grandi? Facciamo i grandi. In Francia sono sopra i 40.000 euro lordi annui e in Germania intorno ai 45.000.

Iniziamo con ridurre le tasse sul cuneo fiscale, aumentando potere di acquisto ai lavoratori, diminuiamo le tasse a carico delle aziende con incentivi veri alle assunzioni. E incentiviamo i giovani anziché continuare a caricare di ulteriori diritti categorie gia protette.

Ce la faremo? Io continuo a sgolarmi.

Avv. Carlo Alberto Micheli

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