Rinnovo Bonus 200 euro, taglio bollette, Iva e Accise – Tutto sul decreto aiuti bis

Continua la stagione delle mancette e degli aiutini a pioggia. La grande visione politica contemporanea dei Bonus a caso che non fanno altro che aumentare il debito.

Con una manovra da 14 miliardi di euro, il governo Draghi dimissionario (in carica solo per gli affari correnti) ha messo in campo la volontà di prorogare per un altro mese  il bonus 200 euro oltre a prevedere sconti sulle bollette e sulle accise sul carburante.

Questi e altri (meno sicuri) sono gli interventi previsti dal decreto aiuti bis, il quale dovendosi approvare su una maggioranza di governo a dir poco flebile probabilmente non avrà un impatto forte sul sistema se non quello di prorogare quello che c’è gia.

Resta cosi in bilico, ma non del tutto perché ad alcuni partiti politici piace molto – lega in primis, il taglio dell’iva sui prodotti alimentari.

  • Rinnovo del bonus 200 euro per i redditi al di sotto dei 35.000 euro. Con una platea di beneficiari da confermare. O si stanziano 7 miliardi come a luglio oppure si riduce la platea, o meglio ancora sarebbero da impiegare in interventi strutturali per il paese anziché per le solite mancette, ma questa è un’altra storia.
  • Taglio delle accise sui carburanti fino a fine settembre che prevede uno sconto di 30,5 centesimi al litro sul prezzo di diesel e benzina.

In forse:

  • Taglio dell’iva sui prodotti alimentari quali pasta, pane, carne, latte. Iva è già ridotta al 10 e al 4%. Soldi impiegati per un risparmio minimo. Totalmente inutile, ma cosi tanto populista.

Ancora più in forse:

  • Rinnovo dei crediti d’imposta per le imprese.
  • Bonus sociale per chi con isee inferiore ai 20.000 euro ha difficoltà a pagare le bollette dell’energia.

Il fatto è che di certo i prezzi di luce e gas rimarranno alti e aumenteranno ancora, come aumenterà l’inflazione, la crisi di governo mette a rischio l’allocazione delle risorse per questi bonus e in ogni caso pregiudica l’impostazione di interventi sistemici o strutturali roba che serve insomma. Il cane che si morde la coda.

Ci saranno i razionamenti per l’inverno a venire? Riusciremo entro ottobre con un governo dimissionario a coprire il fabbisogno di gas senza quello russo?

Vedremo. Io spero solo che non chiudano le scuole per il freddo, tanto si sa chi ci rimette sempre, quelli che un giorno pagheranno tutti i debiti creati perché non si ha il coraggio di fare quello che serve.

AVV. Carlo Alberto Micheli

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