APERTURA PARTITA IVA

La mini guida in 5 punti

L’apertura di una Partita IVA è la fase più delicata da dover affrontare quando decidiamo di avviarte un’attività imprenditoriale. È per questo che oggi, nel nostro Blog, abbiamo deciso di creare una mini guida in 5 punti per quando si apre una Partita Iva.

 

1. INDIVIDUARE L’ATTIVITA’ E CODICE ATECO

A seconda del tipo di Attività che andrai a svolgere, ci sarà obbligatoriamente l’assegnazione di un Codice Ateco, quel codice che identifica la tua attività e che collega alla tua attività anche quelli che saranno poi i costi deducibili sotto il profilo dell’inerenza ossia questo costo è deducibile per la mia attività? Si se è inerente. La valutazione viene fatta attraverso il codice Ateco dell’attività, inoltre questo codice è molto importante per andare a individuare se sono necessarie altre autorizzazioni. Si pensi alle gestioni comunali di autorizzazioni amministrative, autorizzazione di altri organi di vigilanza qualora siano queste collegate a determinate attività. Quindi se una delle attività che non necessitano di particolari autorizzazioni o di certificazioni, ci saranno invece delle attività che necessitano di particolari procedimenti o di particolari iter da seguire per poterle sviluppare, quindi individuare l’attività è la prima cosa importante da fare.

  • Individua l’Attività
  • Attribuisci il codice Ateco

2. LA SCELTA DELLA FORMA GIURIDICA

La scelta della Forma Giuridica dipende da come opererò, se a livello individuale oppure societario perché magari sono con altre persone quindi sarà importante individuare se sarà un’ azienda individuale o un libero professionista individuale oppure se questa attività verrà esercitata in forma societaria questo è molto importante perché a seconda della scelta che viene fatta in termini di forma giuridica ci sono determinate conseguenze sia sul piano organizzativo che su quello fiscale. Quante tasse poi andrò a pagare e quale sarà la disciplina per gestire correttamente questa attività. Una volta scelta l’attività e individuati i requisiti scelgo la forma giuridica sotto la quale operare. Scelta importantissima perché avrà le sue ripercussioni sulla disciplina amministrativa e contabile da seguire e sul regime fiscale

  • Decidi se vuoi operare individualmente o in società
  • Scegli la forma giuridica corretta

3. IL REGIME FISCALE CORRETTO

I Regimi Fiscali in Italia sono 2, il Regime Forfettario che vale solo per le persone fisiche quindi sicuramente individuali oppure il Regime Ordinario. Il Regime Fiscale Ordinario ha due variabili, la contabilità semplificata e contabilità ordinaria. La scelta non dipende dalla forma giuridica ma soprattutto dal volume di affari che l’attività produce, mentre la contabilità ordinaria diventa obbligatoria se trattasi di Società di capitali. Abbiamo appurato quindi che il regime fiscale sarà quello determinato secondo le scelte che abbiamo fatto in precedenza nel capire quali sono quindi le regole civilistiche le regole amministrative le regole contabili da seguire al fine di ottenere il più possibile un risparmio fiscale.

  • Regime Forfettario se individuale o con volume di affari fino a 65K €
  • Regime Ordinario con contabilità semplificata per bassi volumi di affari, ordinaria per alti volumi e obbligatorio per le società di capitali

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4. LE CATEGORIE DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

A seconda del regime fiscale in possesso, possono variare i Contributi Previdenziali. Sostanzialmente i contributi previdenziali sono di due tipi:I Contributi in forma percentuale per i professionisti individuali che sono iscritti alle alla gestione separata, quindi ditte individuali che non hanno una cassa di appartenenza, oppure per i compensi dell’amministratore della società quindi sono contributi previdenza oppure La gestione commercianti e gestione artigiani che prevedono dei contributi minimi delle rate annuali più contributi in percentuale al superare di una certa soglia che ogni anno cambia ad oggi gennaio 2019 intorno alle €15700 di contributi previdenziali sono molto importanti perché sono una componente di molto valore che incide parecchio.

Contributi Previdenziali in forma percentuale (Gestione separata)

  • Liberi professionisti senza Cassa
  • Ditte individuali senza cassa non iscritte alla Camera di Commercio Industria e Artigianato
  • Compensi Amministratore della Società  

Contributi Previdenziali minimi delle rate annuali più contributi in percentuale al superamento fatturato di €15700 (Gestione Commercianti e Gestione Artigiani)

  • Ditte individuali iscritte alla CCIAA
  • Società di Persone e di Capitali iscritte alla CCIAA

5. I RAPPORTI CON IL CONSULENTE FISCALE

I rapporti che dovrai avere con il tuo consulente fiscale, con chi ti tiene la contabilità, devono essere ben definiti perché i consulenti non sono all’interno della tua azienda non conoscono l’azienda, conoscono solamente i dati sulla base dei documenti che avrete fornito,  quindi più il rapporto è definito e costante e più tu, come imprenditore conoscerai le scadenze senza dire la famosa frase, “tanto ci pensa il commercialista” che a dire il vero è una frase odiosa è assolutamente sbagliata perché tu da imprenditore devi conoscere quali sono i termini, devi conoscere quali sono le scadenze,  perché prima di tutto dobbiamo essere formati su quello che facciamo, sulle scadenze, quando dobbiamo pagare, quindi i rapporti con il commercialista dovranno essere rapporti basati sulla reciproca fiducia e soprattutto rapporti basati sullo scambio periodico mensile ogni 15 giorni prima estrale che dipenderà sostanzialmente dal regime fiscale e dai volumi ovviamente della tua azienda e dalle necessità che la tua azienda però devono essere rapporti ben definiti con uno scambio di documenti ed informazioni.

  • Rapporti di reciproca fiducia
  • Essere puntuali nelle scadenze
  • Formazione sull’amministrazione Aziendale

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