APRIRE UNA PARTITA IVA COME PERSONAL TRAINER: ECCO TUTTI GLI STEP DA SEGUIRE

Vuoi aprire una partita Iva come personal trainer? Questo articolo ti può aiutare a capire cosa devi fare, quanto pagare in tasse, quali sono i costi dell’apertura e come poter gestire la partita Iva.

Scopriremo inoltre se è possibile lavorare come personal trainer senza la partita Iva, come funziona la prestazione occasionale, in cosa consiste il regime forfettario e a chi conviene.

Vedremo, infine, quali sono i consigli del commercialista, anche se si lavora come dipendenti.

Non ti resta allora che leggere qui per essere informato su tutto ciò che riguarda la partita Iva per personal trainer!

È possibile lavorare come personal trainer senza partita Iva?

Cerchiamo di definire, prima di tutto, chi è un personal trainer e di cosa si occupa.

Si tratta di una figura appartenente al mondo dell’attività fisica, sia essa amatoriale oppure agonistica.

La sua occupazione principale è infatti quella di seguire personalmente, negli allenamenti e nel fitness, tanto atleti quanto persone comuni (le quali magari abbiano bisogno di rimettersi in forma), non limitandosi solo a consigliare e guidare negli esercizi, ma anche a dare una linea nell’atteggiamento psicologico da tenere durante eventuali competizioni e nella giusta alimentazione da adottare.

Di solito ha una formazione adeguata e mirata, meglio se una laurea in Scienze Motorie e corsi di specializzazione.

Un personal trainer può lavorare sia come dipendente presso palestre o centri fitness (e in questo caso può usufruire di regolari contratti di lavoro) sia come libero professionista, sempre presso le stesse palestre o centri fitness, o piscine, oppure a domicilio per assistere eventuali clienti, spesso atleti di alto livello agonistico.

Quando l’attività è così sostenuta il personal trainer lavora come vero e proprio freelance, quindi è impossibile non aprire una partita Iva.

Quando invece le attività sono sporadiche, ci si può affidare alla possibilità di prestazione occasionale (ma è una soluzione che sconsigliamo, e vedremo perché).

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Prestazione occasionale per il personal trainer: ecco come funziona

Una prestazione occasionale si riferisce, come già dall’espressione si evince, ad un tipo di lavoro che non viene svolto regolarmente, ma solo in maniera saltuaria.

In questo caso non c’è obbligo di aprire una partita Iva, specie se non si arriva a guadagnare più di 5.000 euro all’anno.

Le condizioni per rientrare in questa categoria sono due: la prima riguarda la frequenza di collaborazione, che per uno stesso committente non può superare i trenta giorni in un anno solare.

La seconda condizione riguarda, appunto, il non aver percepito compensi superiori alla cifra cumulativa di 5.000 euro lordi in un anno solare.

Per cui, se questa cifra viene superata, bisognerà iscriversi alla gestione separata dell’Inps come lavoratori autonomi con Partita Iva.

Se tuttavia si porta avanti un’attività di questo tipo ma non si raggiunge la somma dei 5.000 euro annui, occorre ricordare che se l’attività è abituale ci sarà comunque l’obbligo di aprire una partita Iva per personal trainer.

Ad una modalità di prestazione occasionale andrebbe perciò preferito un regime forfettario, che per il contribuente comporta anche dei vantaggi in Partiva Iva.

Regime forfettario per il personal trainer: la soluzione più conveniente?

Si capisce, in questo modo, che le Partite Iva non sono tutte uguali ma che esse variano, anche per quanto concerne il regime fiscale a cui ci si assoggetta.

Per chi è alle prime armi con una professione e comincia ad acquisire i primi clienti la soluzione migliore è quella del regime forfettario.

Si tratta di un regime agevolato, con un’interessante semplificazione dal punto di vista fiscale e, soprattutto, costi più contenuti da sostenere.

Questo significa che si pagherà solo il 15% di imposte sul reddito imponibile, e anzi, per i primi cinque anni di attività si può anche arrivare a tasse al 5%.

Un ottimo vantaggio per chi opera a regime fiscale è poi quello di presentare fatturazione esente da Iva, con la conseguenza che si potranno richiedere prezzi più bassi rispetto a chi lavora in regime ordinario.

Ancora: chi usufruisce di Partita Iva per personal trainer a regime forfettario potrà esimersi da presentare fatture elettroniche, tranne che se si fattura ad imprese della Pubblica Amministrazione, e le fatture dovranno solo essere conservate e numerate, ma non registrate.

In questo regime non è però possibile dedurre le spese, ma ci si basa su una quota forfettaria da dedurre dal fatturato lordo ogni anno, indipendentemente dai costi sostenuti.

Ricordiamo infine che se si fattura una somma annua maggiore di 65 mila euro non si potrà usufruire del regime forfettario, molto probabilmente nel momento che decidiamo di intraprendere questa professione non possiamo sapere a quanto ammonterà il nostro fatturato, proprio per questo, se nell’anno venissero superati i 65 mila euro, usciremo da questo regime solamente a partire dall’anno successivo.

Altre soluzioni per il personal trainer

Oltre che a Partita Iva (regime ordinario o forfettario) e a prestazione occasionale, l’altro modo per mettersi in regola come figura contributiva per un personal trainer è quello di lavorare come dipendente per palestre o centri fitness.

In questo caso si potrà lavorare sia come lavoratori a tempo indeterminato che come lavoratori a tempo determinato, o anche come co.co.co., in collaborazioni continuative a termine.

Ad ogni modo sarà il datore di lavoro, qui, a versare contributi e stipendi, ogni mese, a differenza dei lavoratori autonomi che invece basano il loro guadagno sul fatturato prodotto.

Allo stipendio si potranno aggiungere delle provvigioni sulla base delle ore effettivamente lavorate o sull’eventuale incremento della clientela.

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In conclusione, per un personal trainer è molto importante lavorare con Partita Iva, in quanto ciò gli consente di esplicare al meglio la sua professionalità.

Il regime fiscale forfettario è senza dubbio consigliabile, perché più agile e ricco di vantaggi, soprattutto per chi inizia a lavorare da libero professionista.

Il servizio messo a disposizione dalla piattaforma online MyAccounting.it ti consentirà di guidarti nell’apertura di una Partita Iva come veterinario, con una prima consulenza del tutto gratuita da parte dei nostri commercialisti.

Ora tocca a te fare la tua scelta.

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