CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO: PERCHE’ SONO COSI’ IMPORTANTI?

1. Contributi a fondo perduto: chi può beneficiarne

La prima conferma ufficiale del fatto che la crisi economica si sia rivelata ancora più pandemica del virus che l’ha generata arriva dalla definitiva decisione, da parte del Governo Conti, di aggiungere alla manovra anticrisi una delle misure più attese da professionisti e imprenditori: i cd. contributi a fondo perduto per imprese e Partite IVA. 

A chi si rivolge il decreto?

Si dica fin da subito che sono stati posti alcuni fondamentali paletti oltre i quali non sarà possibile richiedere il contributo in questione: si va da un tetto massimo di fatturato pari a 5 milioni di €, ad una perdita di ricavi subiti tra il 2019 e il 2020.

Limiti a parte, dei contributi a fondo perduto non potranno beneficiarne tutte le categorie di lavoratori.

Vediamo nel dettaglio le specifiche!

Per quanto riguarda le imprese e i lavoratori autonomi quali possibili beneficiari del contributo, come anticipato, per accedervi bisognerà che questi abbiamo avuto un fatturato massimo di 5 milioni di € nell’anno 2019, mentre, per il calcolo di fatturato (o corrispettivi) per l’anno 2020, bisognerà prendere in considerazione il solo mese di aprile, il cui fatturato (o corrispettivi) dovrà essere inferiore a 2/3 rispetto a quello del mese di aprile 2019.

Chi sono gli aventi diritto?

I soggetti beneficiari del contributo sono:

– soggetti esercenti attività d’impresa, attività di lavoro autonomo e attività di reddito agrario,

– titolari di P.Iva,

– enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente costituiti.

Diversamente, i contributi non potranno essere riconosciuti a:

– soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza di accesso al contributo,

– enti pubblici di cui all’articolo 74 TUIR (organi ed amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento autonomo, i comuni, le unioni di comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le comunità montane, le province e le regioni),

– intermediari finanziari e società di partecipazione,

– contribuenti che hanno diritto a percepire sia l’indennità prevista per i professionisti e i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, sia l’indennità per i lavoratori dello spettacolo,

– lavoratori e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

 

2. Contributi a fondo perduto: quanto spetta di contributo?

In base a quanto previsto dal decreto, l’ammontare del contributo deve essere calcolato applicando una percentuale sulla differenza tra l’ammontare di fatturato/corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare di fatturato/corrispettivi del mese di aprile 2019.

Nello specifico spetterà il:

20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400mila € nel periodo d’imposta 2019,

15% per i soggetti con ricavi o compensi compresi tra 400mila € e 1milione di € per il periodo d’imposta 2019;

10% per i soggetti con ricavi o compensi compresi tra 1milione di € e 5milioni di € per il periodo d’imposta 2019.

L’ammontare del contributo a fondo perduto riconosciuto, comunque, non sarà mai:

– inferiore a 1.000€ per le persone fisiche

– inferiore a 2.000€ per le persone giuridiche.

3. Contributi a fondo perduto: come fare richiesta

Per ottenere i fondi occorrerà presentare domanda all’Agenzia delle Entrate in modalità digitale, autocertificando la sussistenza dei requisiti previsti.

I beneficiari potranno presentare la richiesta entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica, comunicata dall’Agenzia delle Entrate. Il contributo, inoltre, verrà erogato tramite accredito diretto sul conto corrente bancario o postale indicato dal beneficiario.

Per quanto riguarda, invece, il contenuto informativo dell’istanza da presentare, siamo ancora in attesa di avere tutte le informazioni utili da parte dell’Agenzia delle Entrate.

4. Contributi a fondo perduto: perché un provvedimento così tanto atteso?

Molti lavoratori titolari di partite iva, stremati dalla crisi provocata dal Covid-19, hanno deciso di appendere le chiavi al chiodo; altri, invece, che sono riusciti a rimanere a galla, l’hanno fatto con molta difficoltà, tanto che, ad oggi, stanno per sprofondare.

Perché è così importante il nuovo contributo?

Il “contributo a fondo” perduto presuppone che una percentuale dell’importo speso venga corrisposto all’impresa come contributo che non dovrà essere, da parte di quest’ultima, restituito.

Dunque, un aiuto importante in un momento storico economicamente difficile!

Un aiuto garantito a seguito di una crisi che, oltre ad essere sanitaria, ha colpito l’economia più che mai. E possiamo capirlo dalla quantità di partite iva che hanno diritto a richiedere tali contributi (dunque, tutte attività imprenditoriali che hanno subito un calo di fatturato davvero considerevole!). Difatti, si stima che il meccanismo riguarderà circa 2,6 milioni di partite Iva, corrispondenti al 60% dei 4,4 milioni di lavoratori autonomi presenti in tutta Italia.

Un numero altissimo!

Un numero che ci fa comprendere quanto sia a rischio l’imprenditoria italiana.

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Se ritieni di avere tutti i requisiti per poter richiedere il contributo a fondo perduto introdotto dal decreto Rilancio, non esitare a chiedere assistenza ad un esperto del settore che possa aiutarti a non commettere errori.

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Dott.ssa Adriana Valentino

 

Risorsa 1

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