CROWDFUNDING – COME FINANZIARE LA TUA IMPRESA SENZA LE BANCHE

1. Che cos’è il crowdfunding: le varie tipologie 

Il crowdfunding è un sistema di finanziamento collettivo a sostegno di progetti che, per mancanza di fondi necessari, non sarebbero potuti essere realizzati. L’idea del crowdfunding si basa sul ricompensare gli investitori con un premio, in cambio della fiducia dimostrata verso il progetto del finanziato.
Le tipologie di crowdfunding sono quattro:
1.reward-based, ossia un modello di finanziamento basato sulla ricompensa, attraverso il quale l’impresa progettista ricompensa l’investitore che ha dimostrato fiducia, regalando lui il prodotto o il servizio lanciato sul mercato;
2.donation based, un modello di finanziamento generalmente indicato per finanziare progetti che hanno obbiettivi di carattere sociale, etico e morale;
3.social-lending based, questa modalità consiste nella possibilità per gli investitori di recuperare quanto investito guadagnando dagli interessi che, nel tempo, il capitale investito andrà a maturare;
4.equity based, consiste nel fatto che, il finanziatore, in cambio del finanziamento concesso all’impresa promotrice, riceve quote di partecipazione nel capitale dell’impresa stessa. Quindi, l’equity based consente all’investitore di diventare socio (anche se minoritario) della società. In caso in cui il fatturato di un’azienda avesse un aumento esponenziale, l’investitore può ottenere un ritorno con gli utili o ad esempio con l’aumento del valore della sua partecipazione.

Equity based e social-lending based sono le metodologie di crowdfunding generalmente più utilizzate da aziende già strutturate; in Italia e nello specifico per quanto riguarda le aziende meno strutturate, le metodologie più utilizzate sono Reward based e donation based perché più indirizzate a chi cerca finanziamenti senza avere già una struttura avviata. L’agenzia delle entrate si è espressa in un interpello proprio sul Reward based con l’interpello n.137/2018.


2. Obblighi e fiscalità

Con l’interpello n.137/2018, l’Agenzia delle Entrate è stata piuttosto chiara su come agire in termini fiscali, infatti dice che nel momento in cui verrà raggiunta la soglia minima per la realizzazione del progetto, i finanziatori, da un lato perderanno il diritto di recuperare la somma erogata, dall’altro, acquisteranno il diritto di ricevere uno dei prototipi finanziati. A questo punto la piattaforma internet accrediterà i relativi importi al proponente che sarà tenuto ad aprire una posizione iva e fatturare ai singoli finanziatori.
Se la soglia minima di finanziamento non viene raggiunta nel termine stabilito, l’operazione si intenderà non realizzata quindi il finanziamento non assumerà alcuna rilevanza fiscale, e la piattaforma restituirà ai finanziatori l’importo (cd. operazione neutra a livello fiscale).
In caso di Reward based è obbligatoria l’apertura di una posizione iva se si realizza il progetto, in quanto ci saranno le singole fatturazioni nei confronti dei finanziatori; in caso di donation based, invece, non c’è applicazione di iva poiché gli investitori devolvono per fini altruistici e non ricevono in cambio nessuna ricompensa se non riconoscimenti non rilevanti dal punto di vista fiscale.


3. Gestione delle offerte

Ci sono varie piattaforme di crowdfunding; tra le più conosciute troviamo EPPELA e KICKSTARTER. Vi sono, inoltre, varie modalità di “raccolta fondi”, ma non è detto che ognuna di esse sia praticata da tutte le piattaforme. Nello specifico, ne troviamo tre:

  • All or nothing: la somma minima richiesta dall’impresa progettista o promotrice deve essere raggiunta entro un determinato periodo di tempo. Se l’obiettivo non venisse raggiunto, il finanziamento verrà considerato fallimento e il denaro dovrà essere restituito a finanziatori e sostenitori;
  • Keep it all: questa modalità consente che le risorse ottenute grazie alle campagne di crowdfunding possano rimanere nella totale disponibilità della società progettista;
  • All and more: molto simile al primo modello per quanto riguarda il mancato raggiungimento dell’obiettivo, si differenzia da quest’ultimo solo nel caso in cui la somma dovesse essere raggiunta o superata. In tal caso, infatti, l’azienda progettista sarà esentata dal pagamento di una parte delle tariffe (ad esempio il contributo di iscrizione alla piattaforma). Va considerato che non tutte le piattaforme operanti in Italia permettono questa modalità di crowdfunding.

Dunque, se hai un’attività già avviata oppure un progetto da realizzare, adesso che abbiamo chiarito insieme che cos’è il crowdfunding e le sue modalità, non ti resta che prendere in considerazione questa possibilità per investire nel tuo futuro business!

The Legal One
14/10/2020 ore 9:00

 

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