DARE CREDITO AI PROPRI PROGETTI: MUTUI PER LE PARTITE IVA

1. Introduzione

Sei un artigiano, un commerciante o un libero professionista con partita Iva e hai bisogno di un mutuo per la prima casa o per una seconda casa/casa vacanze? Ecco tutto quello che c’è da sapere per poter presentare la richiesta presso la propria banca. 

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2. E’ POSSIBILE UN MUTUO?

Questa è sicuramente la prima domanda che ogni lavoratore con partita Iva si pone quando deve affrontare un acquisto importante come una casa. Il dubbio viene spontaneo ed è legato al fatto che un lavoratore autonomo (artigiano o commerciante) o libero professionista non ha mai uno stipendio fisso, ma varia in base alle vendite o al fatturato. Una condizione che potrebbe ostacolare il normale iter di richiesta alla banca: l’istituto di credito potrebbe, infatti, mettere in dubbio la reale presenza della possibilità di far fronte alle rate mensili.

In realtà la possibilità di ottenere il mutuo c’è: anche lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) e liberi professionisti ne hanno diritto e negli ultimi anni sono state le stesse banche a creare dei mutui ad hoc per queste categorie, richiedendo solo un percorso leggermente diverso in fase di compilazione della richiesta.

3. RICHIEDERE UN MUTUO DA LAVORATORE CON PARTITA IVA

Abbiamo detto che i lavoratori con partita Iva hanno uguali diritti nella richiedere un mutuo per una casa presso qualunque istituto bancario. Ma quali sono i documenti da presentare?

Lavoratore autonomo: copia del modello unico; estratto Camera di Commercio Industria e Artigianato; certificato di nascita; certificato di stato civile o di matrimonio con convenzioni patrimoniali se separato legalmente o divorziato. Inoltre: copia della promessa di vendita dell’immobile; copia dell’ultimo atto di acquisto della casa, certificato di abitabilità della casa.

Libero professionista: copia del modello unico; attestato di iscrizione all’Albo Professionale; certificato di nascita, certificato di stato civile o di matrimonio con convenzioni patrimoniali se separato legalmente o divorziato. Inoltre: copia della promessa di vendita dell’immobile; copia dell’ultimo atto di acquisto della casa, certificato di abitabilità della casa.

4. MUTUO CON PARTITA IVA: L’OK DELLA BANCA

Una volta presentata la domanda con tutti i documenti richiesti, la banca procederà con i controlli del caso. Sarà preso ad esame non solo il reddito percepito ma anche se è o meno correntista presso la stessa banca e, tra i parametri più importanti, la posizione del lavoratore come “buono o cattivo pagatore”. Esiste, infatti, una sorta di “lista nera” per coloro che negli anni non hanno effettuato con regolarità pagamenti per finanziamenti di vario genere. Il registro è elettronico e visionabile dalle banche e dalle agenzie finanziarie che erogano piccoli prestiti. Ovviamente la posizione può essere modificata con il passare del tempo. 

5. MUTUO CON PARTITA IVA: LA RATA

Abbiamo già detto che autonomi e liberi professionisti non hanno uno stipendio fisso, come può essere dunque calcolata una rata congrua al compenso effettivamente ricevuto?

Le strade che solitamente vengono percorse sono tre:

  • rata mensile 
  • rata trimestrale
  • rata semestrale

Nel dettaglio: la rata mensile è la meno utilizzata, proprio perché non è possibile calcolare se il guadagno sarà ogni mese abbastanza elevato da coprirla. La rata trimestrale varia in base alla cadenza dei compensi. E infine la rata semestrale che è spesso la prescelta perché consente al lavoratore di incamerare a liquidità necessaria. 

Il piano di ammortamento viene stabilito al momento della stipula del contratto e può variare, per grandi cifre, tra i 10 e i 40 anni, 5 anni per le piccole somme. 

6. MUTUO CON PARTITA IVA: L’ASSICURAZIONE

Partiamo col dire che di base non è obbligatorio stipulare un’assicurazione sul mutuo presso la banca che lo eroga, ma è comunque necessario prendere accordi con l’istituto in base anche alle regole interne. 

7. MUTUO CON PARTITA IVA: CAPITALE EROGABILE

Per quanto riguarda il capitale erogabile non ci sono differenze tra i lavoratori dipendenti e quelli autonomi o liberi professionisti. Di base si calcola come capitale massimo l’80% del valore dell’immobile. Ma questa è solo la condizione base, alcuni istituti bancari, infatti, propongono anche soluzioni con l’erogazione del 100% del valore complessivo della casa. 

Dal capitale erogato andranno poi sottratte anche imposte: il costo totale delle imposte detratte sarà pari allo 0,25 del valore dell’immobile (che sale al 2% se seconda casa o casa vacanze).

Sono da aggiungere poi: imposta registro, imposta ipotecaria (presente solo per la prima casa), imposta catastale.

Il lavoratore avrà poi da pagare altre spese variabili, come ad esempio la parcella notarile. 

8. MUTUO CON PARTITA IVA: SOSTITUZIONE + LIQUIDITA’

Ricordiamo che come per i lavoratori dipendenti, anche autonomi e liberi professionisti possono usufruire della “sostituzione + liquidità”, una pratica che consente di sostituire il proprio mutuo con uno più conveniente, presso la stessa banca o presso una banca differente. Contestualmente potrà essere richiesta anche una quota di liquidità aggiuntiva. 

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Questo è il quadro generale per la richiesta di un mutuo per un lavoratore autonomo o libero professionista. E’ da tenere conto però che i vari istituti bancari spesso offrono agevolazioni a breve o lungo termine per le diverse categorie. E’ quindi consigliabile informarsi prima per scegliere la banca più adatta alle proprie esigenze, magari ricorrendo ad una simulazione online sui portali delle singole banche o su portali dedicati ai mutui. Per tutte le altre informazioni sull’apertura di una partita Iva o sulla sua gestione

Veronica Boggian

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