IL DECRETO SOSTEGNI E LE NOVITA’ PER IMPRESE E PROFESSIONISTI

1. Introduzione

È stato approvato il Decreto Legge Sostegni: aiuti in favore di imprese, lavoratori, e sostegni in ambito di sicurezza e salute.

Secondo le parole del premier Draghi, il decreto legge sostegni “è una risposta significativa, molto consistente alle povertà, al bisogno delle imprese e dei lavoratori, è una risposta parziale ma il massimo che abbiamo potuto fare all’interno di questo stanziamento […] Se tutto va come previsto, 11 miliardi entreranno nell’economia del paese nel mese di aprile”.

Un testo di legge, dunque, il cui intento è quello di aiutare i contribuenti in difficoltà economica; una difficoltà provocata dal diffondersi dell’epidemiologia causata dal virus Covid-19.

Cosa aspettarsi?

Quali modifiche, rispetto alla prima bozza del decreto, sono state apportate?

Di seguito, un excursus delle misure oggetto del Decreto Legge Sostegni.  

2. Le novità, a partire dalla bozza del testo

  1. Contributi per imprese e professionisti

Come anticipato nel precedente articolo (Nuovo decreto sostegno: quali aiuti aspettarsi?), i sostegni e gli indennizzi sono slegati dai codici ateco in quanto si basano sul solo calo del fatturato.

Più precisamente, l’ottenimento dei contributi è correlato alla dimostrazione di un calo pari almeno al 30% del fatturato 2020 rispetto al fatturato 2019, con un aiuto riconosciuto dallo Stato che potrà variare dall’1,7% al 5% del calo stesso.

Quanto ai tempi per l’erogazione dei sostegni, i pagamenti partiranno dall’8 aprile 2021.

Ma come calcolare l’ammontare del contributo che un professionista potrà vedersi riconoscere?

L’aiuto previsto dal decreto legge va da un minimo di 1.000 € (2.000 per le società) a un massimo di 150mila €.

Il meccanismo degli indennizzi è stato articolato in 5 fasce; ad ognuna di esse corrisponde una determinata percentuale da applicare alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2019.

Di seguito, le percentuali di calcolo:

  • 60% per imprese e professionisti che hanno fatturati entro i 100 mila euro,
  • 50% per fatturati tra 100 mila e 400 mila euro,
  • 40% per fatturati tra 400 mila euro e 1 milione di euro,
  • 30% tra 1 milione e 5 milioni di euro,
  • 20% tra 5 e 10 milioni di euro.

Novità assoluta consiste nella possibilità di scelta tra il pagamento dell’indennizzo con bonifico sul proprio conto corrente oppure la sua trasformazione in credito d’imposta da utilizzare in compensazione nel modello F24.

2. Pace fiscale e sospensione della riscossione fino al 30 aprile

È stato trovato un accordo anche in merito alle “sorti” delle cartelle fiscali: confermata a 5.000 € la soglia per le cartelle da stralciare, ma nel periodo 2000-2010 (anziché 2015), e solo per coloro che hanno un reddito Irpef non superiore a 30.000 €.

Vi è stato, inoltre, il differimento – dal 28/02 al 30/04/2021 – della data finale del periodo di sospensione dei termini di versamento (derivanti da cartelle di pagamento) nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge (relativi alle entrate tributarie e non).

L’intervento riguarda:

  • cartelle di pagamento,
  • accertamenti esecutivi,
  • accertamenti esecutivi doganali,
  • ingiunzioni fiscali degli enti territoriali,
  • accertamenti esecutivi degli enti locali.

Confermata anche la proroga della sospensione per i versamenti in caso di rottamazione ter e saldo e stralcio.

Più precisamente, il versamento dovrà essere effettuato entro il:

  • 31 luglio 2021, per quanto riguarda le rate in scadenza il 28/02, 31/03, 31/05, 31/07 e 30/11 dell’anno 2020,
  • 30 novembre 2021, per quanto riguarda le rate in scadenza il 28/02, 31/03, 31/05, 31/07 e 30/11 dell’anno 2021.

Resta valida la regola secondo cui il versamento effettuato entro 5 giorni dalla scadenza non fa decadere dalla rateazione.

3. Proroga della conservazione delle e-fatture, trasmissione CU e precompilata

Nel decreto trovano posto altre importanti proroghe.

Più specificatamente:

  • slitta al 31/03 il termine per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate della CU (e la conseguente consegna al contribuente),
  • slitta, sempre al 31/03, il termine per l’invio dei dati relativi alle spese detraibili per permettere la redazione della dichiarazione precompilata,
  • posticipata al 10/05 la data a partire dalla quale l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile la dichiarazione precompilata,
  • sono stati concessi 3 mesi in più, rispetto alla scadenza del 10/03, per procedere alla conservazione informatica delle e-fatture del 2019.

    4. Cassa integrazione e blocco licenziamenti

Grazie allo stanziamento di 3,3 miliardi di euro, la Cassa Integrazione con causale Covid è stata prorogata per tutto il 2021: le aziende potranno chiedere 13 settimane tra il 1° aprile e il 30 giugno 2021 e farlo senza contributo addizionale.

Le settimane di CIG sono al massimo 28, fruibili dall’1/04 al 31/12/2021.

– Vi è stato, inoltre, il rifinanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione, uno specifico finanziamento destinato al settore aeroportuale con integrazione del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria per i dipendenti ex ILVA -.

Il blocco dei licenziamenti è, infine, stato prorogato fino al 30 giugno 2021.

5. Reddito di cittadinanza e reddito di emergenza

Il reddito di cittadinanza ha visto un rifinanziamento: grazie, infatti, alla “messa in campo” di 1 miliardo di euro, il governo punta all’ampliamento della platea dei beneficiari.

Via libera, infine, alla proroga del reddito di emergenza per ulteriori 3 mesi (l’ultima erogazione risale a dicembre 2020).

Dott.ssa Adriana Valentino

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