Ecco una breve guida per capire come muovere i primi passi per esercitare la professione dell’architetto

Partiamo dal principio: per diventare un architetto professionista è necessario svolgere un percorso formativo al fine di essere abilitato ad esercitare la professione (attraverso il superamento dell’esame di stato).

In Italia per poter diventare architetto e svolgere la professione occorre:

  • Avere una laurea in architettura;
  • Ottenere l’abilitazione professionale, che si ottiene dopo aver superato un esame di stato che prevede due prove, una scritta e una orale;
  • Iscriversi all’Ordine degli Architetti.

 

Apertura della Partita Iva

Una volta avvenuta l’iscrizione all’Ordine è necessario, al fine di esercitare la professione, aprire la Partita Iva. Questa può essere richiesta in formato cartaceo o telematico all’Agenzia delle Entrate attraverso il modello AA9/12.

Un altro punto fondamentale per l’apertura della Partita Iva è la scelta del codice di attività, o codice Ateco (leggi il nostro articolo sull’argomento: https://www.myaccounting.it/quale-codice-ateco-scelgo-per-la-mia-attivita/). Nel nostro caso, quello corretto per la professione dell’architetto è il numero “71.11.00 – Attività degli studi di architettura“ che  riguarda le attività tipiche di uno studio di architettura, ovvero, la consulenza in campo architettonico, la progettazione di edifici e la stesura dei progetti, la pianificazione urbanistica e l’architettura del paesaggio.

 

Il regime fiscalediventare-architetto

La scelta del regime fiscale da applicare è indispensabile per ogni professionista che vuole avviare l’attività. Scegliere un regime fiscale piuttosto che un altro determinerà il tuo carico fiscale annuale.

Se hai pochi clienti ed ricavi non superano i 30.000 € annui, ti conviene il nuovo regime forfettario (leggi il nostro articolo sull’argomento: https://www.myaccounting.it/nuovo-regime-forfettario-conviene/ ), piuttosto che l’ordinario. Risparmi in ambito di tassazione ed hai lo sgravio sui contributi previdenziali.

 

Contributi previdenziali

Oltre alla gestione degli adempimenti fiscali, i professionisti iscritti ad un Albo professionale, come gli architetti, sono tenuti all’iscrizione alla propria cassa previdenziale di appartenenza, in questo caso si tratta dell’Inarcassa

Per gli iscritti all’Inarcassa è previsto il pagamento di contributi minimi (soggettivo ed integrativo, congiuntamente al contributo maternità) tramite bollettino precompilato M.A.V. elettronico inviato a tutti gli iscritti, almeno un mese prima della scadenza.

  1. Contributo soggettivo

Il contributo soggettivo è obbligatorio per gli iscritti ad Inarcassa ed è calcolato in misura percentuale sul reddito professionale netto generato annualmente.

  1. Contributo integrativo

Il contributo integrativo si calcola sul volume d’affari generato ai fini Iva. E’ prevista un’aliquota del 4%, sul volume d’affari Iva al netto del contributo stesso. È previsto un contributo minimo, da corrispondere indipendentemente dal volume di affari Iva dichiarato, il cui ammontare varia annualmente in base all’indice annuale Istat.

  1. Contributo maternità

Il contributo di maternità è frazionabile in dodicesimi in relazione agli effettivi mesi di iscrizione. L’importo è annuo e viene stabilito con deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

 

Se vuoi avviare un’attività di architetto, o se l’hai già avviata e vuoi avere maggiori informazioni sugli adempimenti fiscali e contributivi, o se ti serve un consulente che possa aiutarti passo passo, richiedi subito una consulenza gratuita cliccando qui: https://www.myaccounting.it/registrazione/