PERCHE’ E COME INTERNAZIONALIZZARE IL PROPRIO BUSINESS

1. L’internazionalizzazione imprenditoriale

La crisi economico-finanziaria che le imprese stanno fronteggiando negli ultimi anni, ha reso il tema dell’internazionalizzazione un argomento attuale e particolarmente discusso.

Si parla di internazionalizzazione come via di fuga da un mercato in crisi; un’idea, questa, che nasce dalla convinzione di poter fare (facilmente) fortuna nei mercati esteri, perché più ricchi e con meno burocrazia.

Certo, operare in altri mercati oltre quello italiano può rappresentare una grande opportunità, se non fosse per il solo fatto che la platea di “possibili utenti” si amplia in maniera esponenziale.

Attenzione però!

Il concetto di internazionalizzazione non può trovare applicazione per tutte le imprese indistintamente, né sarà possibile “internazionalizzare” la propria impresa ovunque nel mondo.

1.1 Cosa vuol dire, nello specifico, internazionalizzare un’impresa?

“Internazionalizzarsi”, per un’impresa, vuol dire iniziare una qualsivoglia attività aziendale che permetta all’imprenditore di intraprendere rapporti con imprese, consumatori o istituzioni operanti sui mercati esteri.

Insomma, internazionalizzarsi vuol dire diventare internazionale, attraverso:

  • la vendita di propri prodotti all’estero o
  • la produzione di prodotti all’estero,
  • l’acquisto da fornitori esteri,
  • fonti di finanziamento in mercati esteri.

Va da sé, quindi, comprendere come l’internazionalizzazione riesca ad apportare ad un’azienda qualcosa di nuovo, qualcosa che va oltre la semplice realtà nazionale.

In altri termini, attraverso l’internazionalizzazione, una componente “estera” entra a far parte della vita aziendale di un’impresa!

2. Perché e come internazionalizzare

Di fatto, il motivo che induce a realizzare un processo di internazionalizzazione è l’ottenimento di vantaggi economici – aumento dei ricavi e riduzione dei costi.

… e se per molti aspetti l’Italia non può dirsi seconda a nessuno, per altri aspetti, purtroppo, il nostro Paese non è tra i favoriti!

Quando si parla, infatti, di pressione fiscale è bene accettare l’idea che, diversamente dall’Italia, tanti altri Stati garantiscono una “miglior vita” alle aziende grazie ad una pressione fiscale particolarmente contenuta.

Ecco il motivo che induce tanti a preferire “l’estero” rispetto all’Italia per fare impresa.

Ovviamente, pensare di poter fare impresa ovunque solo perché la pressione fiscale di un dato Paese è minore rispetto a quella italiana, è sbagliato!

Uno Stato può risultare fiscalmente vantaggioso per certi versi, svantaggioso per altri.

I tal sede, però, cerchiamo di capire a fondo quali sono i requisiti che un’impresa deve possedere per dare inizio al reale processo di “propria internazionalizzazione”:

  • solidità economica,
  • prodotti di qualità adatti ai mercati di riferimento,
  • prezzi competitivi,
  • risorse da investire (personale, denaro, tempo).

Accanto a questi, si pone un ulteriore impegno per la futura impresa estera.

Questa dovrà, infatti, pianificare una strategia con tanto di obiettivi e di progetti con riguardo alle modalità di passaggio dal mercato nazionale a quello internazionale.

In che modo questo potrà accadere?

Come si potrà creare una strategia di internazionalizzazione di successo?

2.1 Come internazionalizzare

Una volta effettuata un’analisi approfondita circa l’effettivo possesso dei suddetti requisiti, il futuro imprenditore estero dovrà dedicarsi ad un complesso processo di informazione riguardo la realtà economico-sociale, politica ed imprenditoriale del Paese nel quale deciderà di iniziare il proprio business.

Sarà indispensabile, dunque, raccogliere e analizzare tutte le informazioni possibili, riguardanti gli strumenti operativi, fiscali e assistenziali erogati dagli enti competenti del settore – Camere di Commercio, Agenzia ICE, ambasciate, associazioni di categoria e così via. –, utili allo “scopo imprenditoriale internazionale”,

Il tutto, associato ad una strategia di internazionalizzazione efficace, la quale permetterà all’impresa di competere a livello internazionale senza mai perdere la propria autorità, quantunque vasto sarà il mercato nel quale essa vorrà operare.

Per trovare una strategia efficace e, dunque, per comprendere a fondo tutti gli aspetti del contesto internazionale che “ospiterà” il business del nuovo imprenditore, ci sarà bisogno di valutare 3 fondamentali aspetti:

  • sé stessi e la propria azienda,
  • i competitors già operanti nel Paese d’interesse,
  • le diversità politiche, economiche e culturali del luogo nel quale iniziare un’attività d’impresa.
  • Conoscenza di sé stessi

Per gestire il passaggio dal mercato nazionale a quello internazionale è importante definire – e ridefinire, se necessario – i processi interni della propria azienda, sia in merito alle competenze del personale sia in merito alle risorse finanziarie e tecniche; ci sarà bisogno, inoltre, di effettuare delle valutazioni circa il prodotto/servizio che si vorrà immettere sul mercato – individuando, ad esempio, il prezzo giusto di ciò che verrà offerto, così da garantirsi un buon posizionamento nei mercati.

Fondamentale, dunque, sarà individuare i punti di forza della propria impresa, così da sfruttarli al meglio e raggiungere quanti più clienti possibili.

In questa fase sarà di vitale importanza agire attraverso un Business Plan, così da comprendere costi, tempistiche, stato di avanzamento lavori e flussi finanziari: dunque, ci sarà bisogno di seguire un percorso ragionato, monitorando l’organizzazione dei lavori ed individuando i punti in cui intervenire, qualora fosse necessario intervenire.

  • Conoscenza della concorrenza

La conoscenza approfondita dei punti di forza e di debolezza della concorrenza permette di capire dove e come essa potrà essere “attaccata”, adattando, allo scopo, un’adeguata politica di marketing.

Per il successo dell’azienda, sarà necessario conoscere:

  1. caratteristiche dei prodotti dei competitors,
  2. prezzi e canali di vendita,
  3. forme di promozione già utilizzate.

Quanto più sarà approfondita la conoscenza del mercato e della concorrenza, tanto più sarà possibile individuare il giusto comportamento imprenditoriale da seguire: cosa produrre, come vendere, come promuovere prodotti e servizi.

Dunque – banalmente – come fare per differenziarsi!

  • Conoscenza del mercato

Operare fuori dal proprio Paese di riferimento vuol dire interfacciarsi con diversità culturali, politiche, economiche e legali del paese ospitante mai conosciute prime. La mancanza di attenzione a tutti questi importanti aspetti può essere determinante per il “cattivo” esito di una trattativa, con la conseguente perdita di tempo e guadagni.

Sarà indispensabile, dunque,conoscere a fondo i contesti sociali, politici ed economicidel Paese in cui si vorrà iniziare una propria attività imprenditoriale; ci sarà bisogno di analizzare a pieno tutte le caratteristiche del settore – o dei settori – di mercato nei quali si deciderà di operare.

3. Internazionalizzazione: una realtà complessa

Il cammino per l’internazionalizzazione di un’impresa si presenta lungo e, come facilmente comprensibile da quanto fino ad ora detto, complesso.

Ogni idea imprenditoriale avrà il proprio Paese di riferimento nel quale potrà garantirsi uno sviluppo migliore; e, allo stesso modo, ogni singolo Paese – in base alle proprie caratteristiche politico-economiche, sociali ed ambientali – avrà le potenzialità giuste per ospitare quel singolo e determinato business: la capacità e la bravura dell’imprenditore sarà proprio quella di capire quale Paese sarà più adatto alla tipologia di business che vorrà sviluppare!

Ed una volta individuato il luogo in cui sarà possibile dar spazio ai propri “sogni imprenditoriali”, ci sarà bisogno della piena conoscenza di tutti i meccanismi legali, fiscali ed amministrativi vigenti ed operanti in quel determinato Paese.

Come evitare errori?

Come fare per acquisire tutte le informazioni utili ad aprire una società in un Paese estero?

Senza alcun dubbio, approcciarsi ad un mondo imprenditoriale nuovo può risultare spaventoso e complicato.

Avere, però, al proprio fianco un partner competente e preparato nel settore può aiutare ad individuare il Paese giusto rispetto alla tipologia di business che si vorrà svolgere, e ciò sia con riguardo alle caratteristiche ambientali e sociali del luogo, sia in relazione agli oneri/obblighi legali, fiscali ed amministrativi dello stesso.


Dott.ssa Adriana Valentino

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