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Prestazione occasionale 2021: hai i requisiti per evitare l’apertura della partita Iva?

1. Introduzione

Hai avviato un’attività o sei in procinto di avviarla, ma non sei sicuro di voler aprire una partita iva? Niente paura, vedremo insieme tutti i requisiti attualmente richiesti per la prestazione occasionale. 

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2. Prestazione occasionale: cos’è e chi ne usufruisce

Partiamo col dire che la prestazione occasionale non deve essere vista come un modo per non pagare le imposte o i contributi previdenziali. La prestazione occasionale è un sistema di lavoro che può essere scelto in caso di avvio di attività, quando i ricavi non sono ancora certi o elevati, o in caso di attività parallela ad un lavoro dipendente di diverso genere. 

A scegliere questa tipologia di lavoro sono soprattutto i liberi professionisti, per evitare i costi di gestione della partita Iva, la sua apertura è dunque un passaggio che viene fatto in un secondo momento, quando l’attività effettivamente è sufficientemente redditizia. 

Attenzione però: non tutte le categorie possono usufruirne, vedremo più avanti l’esempio delle attività di e-commerce.

3. Prestazione occasionale: due tipologie

Quando si parla di prestazione occasionale è necessario fare la distinzione tra due categorie:

  • lavoro autonomo occasionale
  • lavoro occasionale accessorio

Vedremo ora nello specifico di cosa si tratta:

Lavoro autonomo occasionale: è proprio dei liberi professionisti che non hanno l’obbligo di iscriversi a Albo o Ordine professionale e che svolgono l’attività, appunto, occasionalmente. 

Ad esempio: un procacciatore d’affari occasionale o una consulenza occasionale. 

Il pagamento avverrà al rilascio di una ricevuta da parte del lavoratore.

Lavoro occasionale accessorio: si tratta di una tipologia di lavoro subordinato non continuativo. 

Ad esempio: un rider o un cameriere “a chiamata”.

Per il pagamento, il committente potrà avvalersi dei nuovi buoni lavoro. 

A seconda del committente sarà possibile utilizzare:

  • il Libretto Famiglia
  • il PrestO

In questa sede ci occuperemo del “lavoro autonomo occasionale”, ricordando che per quanto riguarda alcuni aspetti non ci sono differenze tra le due tipologie appena citate. 

4. Prestazione occasionale: requisiti e esenzioni

Requisiti

I requisiti per poter operare in “prestazione occasionale” sono rimasti invariati anche per questo 2021: 

  • l’attività lavorativa deve essere occasionale, saltuaria o di ridotta entità
  • non deve essere un’attività professionale (non possono svolgere prestazione occasionale alcuni professionisti iscritti a Albo o Ordine Professionale)
  • non deve esserci coordinazione della prestazione, ovvero l’attività non dovrà svolgersi presso la sede del committente o nell’ambito del suo ciclo produttivo
  • compensi complessivi non superiori ai 5mila € lordi, superati i quali si può procedere o con un contratto di lavoro o con l’apertura di una partita iva

Esenzioni

Come detto in precedenza l’aspetto che fa propendere per la prestazione occasionale è che i ricavi dell’attività sono tutti esenti da imposizione fiscale. Cosa significa? Che il lavoratore non sarà tenuto né a pagare l’IRPEF, né a versare i contributi previdenziali. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali siano le soglie:

  • IRPEF per essere esentati dal versamento di questa imposta sarà necessario avere come unico reddito quello da prestazione occasionale con un reddito annuo non superiore a 4.800€ lordi. Se è stata applicata la ritenuta d’acconto in una o più ricevute, questa potrà essere usata a compensazione per il pagamento di altre imposte (ad esempio l’IMU). Altrimenti sarà possibile richiedere un rimborso del credito spettante.
  • INPS: una volta superata la soglia dei 5mila € lordi sarà necessaria l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Essendo un adempimento che spetta al datore di lavoro è necessario che il lavoratore comunichi per tempo il superamento della soglia per evitare ritardi nella procedura di iscrizione e relative sanzioni. Si andrà quindi a pagare sulla base dell’eccedenza dei 5mila €. Nel dettaglio: il lavoratore, dovrà comunicare per tempo al committente che andrà a superare la soglia dei 5mila € e sarà lo stesso datore di lavoro ad occuparsi dell’iscrizione del lavoratore all’INPS, procedendo con il versamento dei contributi con le seguenti percentuali: 1/3 a carico del lavoratore (con trattenuta nella ricevuta) e 2/3 a carico del committente. 

5. Prestazione occasionale: il contratto

Avere un rapporto di prestazione occasionale non significa non avere un regolare contratto. Anche se nella maggior parte dei casi si regola tutto con accordi verbali, è possibile, e auspicabile, redigere un contratto firmato dalle parti (privati o aziende), per evitare spiacevoli inconvenienti in sede di riscossione del compenso. 

Il contratto dovrà riportare:

  • la descrizione dell’attività che si andrà a svolgere, compresi tempi e modalità
  • compenso, compresa la scadenza del pagamento
  • modalità di rescissione del contratto

6. Prestazione occasionale: la ricevuta

Il lavoratore, portato a termine l’incarico e riscosso il compenso, è tenuto a rilasciare una ricevuta non fiscale che ha valore di “quietanza di pagamento”.

La ricevuta, redatta su un semplice foglio ciclostilato, dovrà riportare i seguenti dati:

  • dati anagrafici del lavoratore
  • dati anagrafici del committente
  • data di emissione e numero progressivo della ricevuta (quella del giorno in cui è viene ricevuto il compenso)
  • compenso lordo concordato
  • eventuale ritenuta d’acconto del 20% del compenso lordo se il committente è un “sostituto d’imposta”
  • compenso netto
  • marca da bollo da 2€ se il compenso supera i 77,47€ (la data della marca da bollo deve essere di almeno un giorno antecedente a quella di emissione della ricevuta)

Nota Bene: si intendono “sostituti d’imposta”:

  • imprese e professionisti che applicano il regime ordinario o ordinario in contabilità semplificata
  • società di persone e di capitali
  • associazioni ed enti di ogni tipo
  • condomini (nel caso ad esempio di attività di amministratore di condominio in prestazione occasionale)

7. Prestazione occasionale: vendite online

Attenzione, anche se sporadica, la vendita di prodotti online non potrà usufruire della forma della “prestazione occasionale”. Si tratta, infatti, di attività di tipo commerciale e non professionale. Sarà però possibile emettere ricevuta non fiscale di vendita qualora si trattasse di un’attività non continuativa nel tempo. 

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Se non sei sicuro di essere nella posizione di poter avvalerti della prestazione occasionale come datore di lavoro o come lavoratore, richiedi una consulenza allo staff di Myaccounting.it. I nostri consulenti saranno in grado di darti tutte le risposte del caso aiutandoti nella scelta più giusta.

Veronica Boggian

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