Aprire partita iva come educatore: tutto quello che devi sapere

Prima di aprire la partita Iva in qualità di educatori, è necessario seguire un percorso formativo che si può articolare in strade differenti: si può essere in possesso di una laurea magistrale, di una laurea in pedagogia, di una laurea quadriennale in scienze dell’educazione (secondo il vecchio ordinamento) o di una laurea triennale in scienze dell’educazione.

Le doti richieste

aprire partita iva come educatoreL’assistenza di un educatore può essere erogata a soggetti carcerati, a persone anziane, a chi ha problemi di dipendenza dalle droghe o dall’alcol o a disabili, minori e maggiorenni, fisici e psichici.

L’attività professionale può essere svolta in strutture residenziali private, come case di cura, case famiglia, case di riposo, centri di accoglienza, cooperative o comunità terapeutiche, che possono decidere di far lavorare gli educatori con partita Iva senza assumerli con un contratto diretto.

La legge 240/2010 precisa che per lavorare in qualità di educatori occorre aver conseguito una laurea di primo livello in professioni sanitarie, area della riabilitazione (dipartimento di medicina e chirurgia) o in scienze dell’educazione e della formazione (dipartimento di scienze umane).

Al momento non è richiesta l’iscrizione ad albi professionali: per poter esercitare la professione è sufficiente essere in possesso di uno dei titoli di studio.

Libero professionista o ditta individuale?

Chi lavora come educatore deve aprire la partita Iva come libero professionista e non come ditta individuale. Per capire qual è il codice di attività più in linea con le proprie mansioni, si può richiedere la consulenza di un commercialista: l’alternativa, in ogni caso, è tra altre attività professionali nca e altre attività di servizi per la persona.

Per la prima opzione il codice Ateco è 749099, mentre per la seconda è 96090. Nel caso in cui si scelga di essere contribuenti minimi, e quindi di ricorrere al regime forfettario, non si è soggetti agli studi di settore.

Il modello di inizio attività deve essere presentato all’Agenzia delle Entrate: lo si può inviare online o consegnare a mezzo raccomandata. Inoltre, ci si deve ricordare di iscriversi alla gestione separata INPS.

Quanto costa l’apertura della partita iva?

Per aprire la partita Iva come educatori, i costi sono ridotti: in realtà sono pari a zero se si opera da soli.

Il consiglio, soprattutto per i meno esperti, è – comunque – quello di farsi aiutare da professionisti del settore, che si tratti di un patronato o di un commercialista, anche per evitare inconvenienti burocratici o errori che potrebbero causare rallentamenti o, ancora peggio, penalizzazioni di carattere economico.

Il regime forfettario agevolato può essere richiesto solo se si prevede di non superare il limite reddituale lordo di 30mila euro nel corso dell’anno.

In virtù di questo regime fiscale, l’imposta sostitutiva corrisponde al 15% dell’imponibile.

Attenzione, però, perché in questo caso gli educatori non possono scaricare i costi di ciò che eventualmente acquistano per lo svolgimento del proprio lavoro (computer, supporti informatici, giochi, e così via), a differenza di ciò che potrebbero fare con una partita Iva tradizionale.

Se vuoi aprire una partita IVA come educatore ti offriamo una prima consulenza gratuita e senza impegno con la quale potrai avere informazioni personalizzate sulla tua situazione fiscale.

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi