DROPSHIPPING, COME FUNZIONA, VANTAGGI E SVANTAGGI

Un periodo di crisi per le imprese. Una realtà che fa troppa fatica a cambiare.
Ancora una volta gli esercenti sono “obbligati” a pagare le conseguenze di una epidemia che porterà con sé ancora più crisi di quanto non avesse già provveduto a creare.
Ma, forse (e per quanto possibile), un’alternativa c’è: guardare oltre la propria porta di casa, sforzandosi nella conoscenza di altri modi per fare impresa.
Un aiuto, ad esempio, possiamo trovarlo nel digitale!!
Oggi, dunque, dopo l’ennesimo blocco obbligato dal Governo italiano, voglio portarvi alla scoperta di una metodologia di business on-line che, dopo il grande successo riscosso in USA, a piccoli passi sta mettendo radici anche in Italia.
Scopriamo, insieme, cos’è il Dropshipping, nonché ogni sua caratteristica e peculiarità!

1. Dropshipping, la nuova frontiera dell’e-commerce: cos’è e come funziona
Il dropshipping è un modello di business grazie al quale è possibile vendere prodotti senza possederli direttamente. Il venditore, infatti, effettuata la vendita, dovrà solo limitarsi a trasmettere l’ordine al fornitore (chiamato dropshipper) il quale spedirà il prodotto direttamente al cliente finale.
Il primo elemento, dunque, che permette di distinguere il dropshipping da tutte le altre metodologie di vendita on-line è proprio l’intervento, nella compra-vendita, di 3 parti – e non, tradizionalmente, 2:
  – dropshipper, o fornitore della merce,
  – marketer, o venditore del prodotto al cliente finale,
  – customer, o cliente/acquirente del prodotto.
Il suo funzionamento consta di 5 semplici fasi:
1) il marketer metterà in vendita un prodotto su una piattaforma on-line, ma senza possedere quel medesimo prodotto,
2) il customer, che riterrà il prodotto interessante, effettuerà l’ordine ed il conseguente pagamento,
3) il marketer, a sua volta, inoltrerà l’ordine al dropshipper per conto del customer,
4) il dropshipper preparerà la confezione per inviare l’ordine direttamente al customer,
5) il customer, infine, riceverà il prodotto ordinato.

1.1 Vantaggi del dropshipping
Il dropshipping è un modello di business che presenta non pochi vantaggi per il marketer!
Vediamoli insieme:
  – basso investimento iniziale: il dropshipping è senza dubbio un’attività  più economica  rispetto ad una qualsiasi attività commerciale tradizionale, sia essa off-line che on-line, in quanto il marketer non dovrà acquistare nessun prodotto da tener in stock pronto alla vendita;
  – nessun costo fisso di logistica o stoccaggio: come anticipato, sarà il dropshipper ad occuparsi interamente della logistica e della spedizione dei prodotti;
  – nessun pericolo di saturazione: essendo una metodologia di vendita e non un marketplace, il dropshipping non correrà mai il pericolo della saturazione; ciò che corre il pericolo di “non avere spazio” sarà solo il prodotto (e qui dovrà essere bravo il marketer a scegliere quello giusto!);
– possibilità di testare e cambiare facilmente nicchia di mercato: non essendoci, per il marketer, alcun obbligo di preordinare i prodotti da vendere, potrà aggiungere al proprio “catalogo on-line” tutto ciò che riterrà adatto rispetto ad un determinato “periodo storico”, anche cambiando nel corso del tempo il proprio assortimento merceologico, ed in maniera radicale. Il marketer potrebbe, addirittura, decidere di iniziare la sua attività on-line vendendo moltissimi prodotti differenti al solo scopo di comprendere quale di essi ha più richiesta, e, solo dopo, concentrarsi su di una nicchia di mercato più ristretta e ben specifica;
– possibilità di vendere in tutto il mondo: il marketer avrà la possibilità di decidere il luogo di destinazione dei prodotti scelti per la vendita: se, ad esempio, riterrà più vantaggioso vendere un determinato prodotti negli Stati Uniti anziché in Europa, potrà farlo!

1.2 Svantaggi del dropshipping
Come tutti i modelli di business on-line, anche il dropshipping ha i suoi punti deboli:
– spedizioni lente: in Italia, come in Europa in generale, non esistono ancora molti fornitori che offrono servizi di dropshipping; di conseguenza, il marketer si dovrà rivolgere a dropshippers asiatici, a pena di spedizioni inevitabilmente più lente;
– gestione dei resi complicata: in caso di difetto produttivo, il customer potrà esercitare il diritto di reso. Ciò implicherà che il prodotto dovrà essere prima restituito al marketer che, solo successivamente, lo invierà al dropshipper; nel mentre, il marketer dovrà curarsi del cliente offrendogli un’alternativa: rimborso del prezzo o sostituzione (che, ovviamente, non avverrà in tempi brevi);
– complessità degli aspetti fiscali (nazionali ed internazionali).

1.3 A cosa dovrà stare attento il venditore?
Per rendere vantaggiosa questa tipologia di vendita on-line, il marketer dovrà stabilire scrupolosamente il prezzo finale di vendita, in quanto il suo profitto deriverà dalla differenza fra tale ultimo prezzo ed il costo totale del prodotto – nel quale includere, inevitabilmente, anche le campagne marketing.
Per garantirsi, inoltre la maggior clientela possibile, non basterà individuare il prodotto (o i prodotti) da vendere, ma sarà di vitale importanza creare un negozio on-line che attiri più utenti/acquirenti possibili, individuando la migliore strategie di marketing da eseguire.

2. La particolare disciplina tributaria
Prima di cimentarsi nella vendita tramite dropshipping, e prima di aprire il proprio e-commerce per vendere in qualsiasi parte del mondo si desideri, è necessario informarsi sulla disciplina fiscale che questo genere di attività commerciale richiede.
Le modalità di fatturazione non variano tra dropshipping ed e-commerce tradizionale. I pagamenti e le documentazioni necessarie varieranno solo in base alla posizione geografica degli operatori coinvolti. Di conseguenza, vista la presenza di 3 parti interessate alla compra-vendita, il dropshipping andrà fiscalmente considerato come una vera e propria triangolazione commerciale, e come tale, soggetta ad una disciplina Iva ben precisa.
A seconda del luogo in cui le tre operazioni di compra-vendita avvengono, è possibile inquadrare 3 differenti tipologie di triangolazione:
– nazionale, che si ha quanto i 3 soggetti coinvolti nell’operazione sono residenti in 2 paesi europei differenti.
– comunitaria, insistente, invece, nei casi in cui i 3 soggetti coinvolti nell’operazione sono residenti in 3 paesi europei differenti.
– extra-comunitarie, infine, che si sostanzia qualora le 3 parti della compra-vendita sono residenti in 3 differenti Stati – e la residenza di almeno 1 dei 3 sarà extra-europea.
Viste le differenti ambientazioni nelle quali ognuna delle suddette triangolazioni trova la propria esistenza, va da sé comprendere come per ognuna di esse sarà differente l’applicazione della disciplina Iva regolante i tributi da versare.

 

3. Le compliance legali/amministrative e la forma giuridica d’impresa
Nella gestione e progettazione di un sito e-commerce, utile allo svolgimento dell’attività di vendita in dropshipping, sarà di fondamentale importanza indicare, in maniera corretta e trasparente, le discipline giuridiche che andranno a regolare la vendita on-line.
Andranno tenute in considerazione:
– regolamento europeo sulla privacy n. 679 del 2016,
– garanzia legale di conformità secondo il Codice del Consumo,
– gestione e modalità di resi e rimborsi ai sensi del D.Lgs. n. 21 del 2014 in attuazione della direttiva europea n. 83 del 2011 sui      diritti del consumatore,
– caratteristiche di beni e servizi offerti,
– politiche di pagamento e trasparenza sui costi,
– disciplina della proprietà intellettuale.
Sarà, inoltre, necessario che il marketer adempia ad una serie di procedure amministrative previste dalla disciplina del commercio elettronico.
Per l’avvio dell’attività, infatti, ci sarà bisogno di presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso lo sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune di residenza del futuro venditore – documento che potrà essere presentato anche sotto forma di Comunicazione Unica (ComUnica) direttamente presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio la quale, a sua volta, presenterà le varie istanze a tutti gli enti preposti.

3.1 Forma giuridica
Oltre le procedure meramente “burocratiche”, scegliere il tipo di forma giuridica attraverso cui operare nel commercio on-line è uno degli aspetti fiscali fondamentali.
La prima cosa da considerare in questa fase sarà il numero di persone che costituiranno la nuova impresa: se si è soli, si potrà pensare ad una forma individuale d’impresa (la cd. ditta individuale); se, invece, la nuova attività vede interessate più persone, allora sarà indispensabile la costituzione di una società.
Che si tratti di Società di Persone, di una Società di Capitali o di una Ditta individuale, il regime fiscale e di tassazione sarà una conseguenza del tipo di forma giuridica che si deciderà di adottare. Ad esempio, la  ditta individuale permetterà al marketer/imprenditore di scegliere tra la classica tassazione Irpef e il Regime Forfettario – che consente non solo di usufruire di una tassazione agevolata al 15%, ma di esentare il marketer anche da adempimenti come Iva, Irap e studi di settore.
L’impresa individuale è, senza dubbio, una forma giudica molto snella, adatta in fase di start-up.
Diversamente, se il business on-line dovesse raggiungere un importante fatturato, la forma giuridica più conveniente e vantaggiosa da adottare potrà essere la società a responsabilità limitata (Srl) o la società a responsabilità limitata semplificata (Srls).

 

Quali e quanti sono i vantaggi portati dal dropshipping?
Davvero tanti!
Peccato che la sua poca maturità nel continente europeo rende questa modalità di commercio on-line non ancora ben vista.
Sarà colpa della disciplina fiscale un po’ complessa? O, come più pensabile, le difficoltà legate alle (sempre troppo lente)  spedizioni?
Una cosa è certa: le potenzialità che ha il dropshipping sono davvero tante e vaste; e le problematiche…beh, sono assolutamente risolvibili!


Dott.ssa Adriana Valentino

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