PARTITA IVA COME IDRAULICO: COME APRIRLA E GESTIRLA

1. Introduzione

Hai portato a termine i tuoi studi relativi all’idraulica? Hai già fatto il tuo apprendistato e la tua formazione a livello pratico è terminata? Bene, sei pronto ad entrare nel mondo del lavoro in modo autonomo? Noi ti aiuteremo a capire quali sono tutti i passaggi burocratici da fare per poter avviare la tua attività.

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2. IDRAULICO: UN MESTIERE CHE NON MORIRÀ MAI

Quante volte abbiamo pregato per l’intervento tempestivo di un idraulico a qualunque ora del giorno e della notte? A tutti è capitato un tubo rotto, un rubinetto che perde, o una perdita improvvisa E quante volta invece non siamo riusciti a trovare nessuno che potesse intervenire in tempi brevi. Già perché se da una parte è vero che l’idraulico è un lavoro che non muore mai, dall’altro è vero ce non sono tantissimi i giovani che decidono di intraprendere questa attività lavorativa. E’ una scelta che riguarda, nella maggior parte dei casi, chi ha già un’impresa in famiglia, ma qualche nuovo idraulico intraprendente è ancora possibile trovarlo. Proprio a questa minoranza cercheremo di dare tutti i consigli e le informazioni per dare il via alla propria attività.

3. COME APRIRE UNA PARTITA IVA COME IDRAULICO

Abbiamo parlato, in apertura, di vari passi da fare. Ecco da dove iniziare.

Il codice ATECO: è il codice identificativo di ogni attività lavorativa. Nel caso del idraulico individuare il codice ATECO non è così semplice. Partiamo col dire che tutti coloro che installano impianti fanno parte della “classe F” delle costruzioni e che la prima parte del codice è sempre 43 (lavori di costruzione specializzati), seguito dal 22 (installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento. Per  l’ultima parte del codice è invece necessario andare nello specifico del servizio offerto:

  • 43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione
  • 43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione)
  • 43.22.03 Installazione di impianti d spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e ripartizione)
  • 43.22.04 Installazione di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione)
  • 43.22.05 Installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione)

Ricordiamo che ad una sola partita Iva possono essere attribuiti diversi codici ATECO se i servizi offerti sono più di uno.  E’, in ogni caso, consigliabile farsi guidare da un consulente nella scelta per evitare errori. 

Detto questo è benne ricordare che qualunque sia il codice il idraulico appartiene alla categoria degli artigiani, vedremo tra poco cosa significa in termini di adempimenti.

I costi: come abbiamo appena detto ci sono dei costi da sostenere per poter aprire la partita Iva. Nello specifico non riguardano la richiesta da effettuare all’Agenzia delle Entrate ma l’iscrizione ad altri enti. Per prima cosa è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Inoltre, per via telematica, dovrà essere compilata e inviata la Comunicazione Unica (o ComUnica): una pratica che riassume le richieste da effettuare a vari enti. Nel dettaglio con un modello unico il lavoratore si interfaccerà con Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese, INPS e Inail. Per convalidare l’invio è necessaria la firma digitale (che ha un costo di attivazione).  

4. IL REGIME FISCALE PER L’IDRAULICO

L’idraulico che apre una partita Iva deve scegliere sin da subito quale regime fiscale adottare: regime forfettario, regime ordinario in contabilità semplificata o contabilità ordinaria. La differenza sostanziale sta nella determinazione del reddito: in quello forfettario è sulla base del coefficiente di redditività, in quello ordinario è determinato dai ricavi meno i costi sostenuti.

Il regime forfettario

Se si è in possesso di tutti i requisiti (primo fra tutti un ricavo non superiore ai 65mila €), il regime forfettario è sicuramente il più conveniente, come abbiamo già spiegato in altre circostanze (vedi video). In base al regime forfettario quanto pagano di tasse gli idraulici? Il conteggio è lo stesso che per tutte le altre categorie di ditte individuali che si avvalgono di questo tipo di regime fiscale. L’imposta sostitutiva in regime forfettario è del 15%, 5% per i primi 5 anni in caso di start-up (che prevede che la stessa attività non fosse svolta nei 3 anni precedenti l’apertura della partita Iva). A questo punto è necessario conoscere il proprio coefficiente di redditività in base al proprio codice ATECO, che nel caso degli idraulici è pari al 86%. Viene considerata una percentuale forfettaria del 14% per le spese sostenute per l’attività. A questo punto il calcolo delle tasse da pagare è semplice, basterà moltiplicare il ricavo lordo per il coefficiente di redditività e applicare l’imposta del 15% (o 5%).

Un esempio? Se il ricavo lordo è di 50mila € il calcolo sarà: 50.000×86%= 43.000€x15%=6450€

oppure 50.000×86%=43.000€x5%=2150€

Ricordiamo che in regime forfettario non è obbligatoria alla fatturazione elettronica ma può essere emessa cartacea con marca da bollo per importi superiori ai 77,47€. 

Il regime ordinario in contabilità semplificata

In mancanza dei requisiti per il regime forfettario è inevitabile la scelta del regime fiscale ordinario in contabilità semplificata. In questo caso il reddito sarà conteggiato sulla differenza tra ricavi meno costi. Su questo reddito si applicherà l’IRPEF in base agli scaglioni previsti dalla legge. Inoltre il lavoratore sarà soggetto ad Iva.

Il regime ordinario

In caso di superamento della soglia dei 400mila € per le attività di prestazione di servizi o dei 700mila € per le altre attività, dal regime ordinario in contabilità semplificata si passa al regime ordinario.

5. VERSAMENTO CONTRIBUTI PER GLI IDRAULICI 

Come per tutti gli artigiani e commercianti, per gli idraulici è obbligatorio iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede un contributo fisso per redditi da 0 a 15.953€ (minimale al 2021) pari a circa 960€ per quattro rate annue. Per redditi eccedenti il minimale si hanno tre fasce di fatturato, con distinzione anche in base l’età del professionisti e di suoi eventuali collaboratori, che vale anche sul minimale (vedi tabella).

E’ possibile richiedere una riduzione del 35% con un contributo minimo pari a circa 630€ per 4 rate annue. Questa agevolazione è prevista per tutte le partite Iva artigiani che abbiano scelto il regime forfettario (anche in un secondo momento rispetto all’apertura). La riduzione sarà applicata sia sul minimale che sull’eccedente il minimale. La richiesta dovrà essere compilata e inoltrata online ogni anno entro il 28 febbraio. Ma attenzione questa riduzione comporta un rischio: se il versamento finale annuale non è pari o superiore al contributo fisso, non sarà più garantita la piena annualità contributiva (ai fini del raggiungimento della pensione). In questo caso sarà possibile coprire la parte mancante con i versamenti dell’anno successivo. 

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Veronica Boggian

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