PARTITA IVA PER PARRUCCHIERE: COME APRIRLA E QUANTO COSTA

1. Introduzione

Forbici, spazzole e pettini sono da sempre la tua vera passione? Senti l’irrefrenabile voglia di “mettere le mani in testa” a qualcuno? Dopo tanto studio e un lungo tirocinio ti senti finalmente pronta/o ad aprire il tuo salone? Bene, noi penseremo a darti tutte le informazioni utili a livello burocratico e fiscale per realizzare il tuo sogno.

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2. PARRUCCHIERE: MESTIERE IN CONTINUA EVOLUZIONE

Non basta avere una buona tecnica, allestire un salone che rispetti tutte le regole ma che sia anche accogliente e bello da vedere. Serve molto di più per essere una brava parrucchiera o un bravo parrucchiere. Sì perché diversi anni fa le donne “andavano dalla parrucchiera” e gli uomini dal barbiere. Ma con il passare del tempo le due categorie hanno finito per fondersi in un unico lavoro, quello dell’hair stylist, che si occupa indistintamente della donna e dell’uomo. Certo poi ci sono gli “specialisti” che si dedicano più ad una categoria che ad una altra, come ad esempio i barbieri con il ritorno dei barber shop con quel gusto un po’ vintage che vanno tanto di moda. Nuove tecniche, nuovi prodotti, nuovi servizi, una continua evoluzione: ecco quello che racchiude oggi questo mestiere.

3. COME APRIRE UNA PARTITA IVA DA PARRUCCHIERE

Come abbiamo detto in apertura, cercheremo di darti tutte le indicazioni per sbrigare le pratiche burocratiche che ti porteranno all’apertura del tuo salone. 

La prima cosa da fare è scegliere la location, cosa non semplice per un parrucchiere visto che non tutti i fondi a disposizione sono già predisposti a questo tipo di attività. Spesso sono fondi vuoti che hanno bisogno di sostanziali modifiche: è pertanto necessario chiedere prima di firmare qualunque contratto (vendita o locazione) se è possibile realizzare tali lavori. 

Una volta scelto il locale non manca altro che aprire la partita Iva. Cosa serve? Sicuramente il codice ATECO proprio dei parrucchieri che è il 96.02.01 “servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”. Vi ricordiamo che ogni partita Iva può associare più codici ATECO a seconda dei servizi offerti dal salone. Questo codice ATECO rientra nella macro-categoria degli artigiani, vedremo più avanti cosa questo comporta nell’apertura e nella gestione della partita Iva e negli obblighi fiscali.

I costi: come abbiamo appena detto ci sono dei costi da sostenere per poter aprire la partita Iva. Nello specifico non riguardano la richiesta da effettuare all’Agenzia delle Entrate ma l’iscrizione ad altri enti. Vediamo il tutto nel dettaglio. Per prima cosa è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Inoltre, per via telematica, dovrà essere compilata e inviata la Comunicazione Unica (o ComUnica): una pratica che riassume le richieste da effettuare a vari enti. Nello specifico con un modello unico il lavoratore si interfaccerà con Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese, INPS e Inail. Per convalidare l’invio è necessaria la firma digitale (che ha un costo di attivazione). Oltre a quanto detto il parrucchiere, in quanto “artigiano”, dovrà presentare presso il Comune di residenza la S.C.I.A. ovvero la “segnalazione certificata di inizio attività”. E’ inoltre necessario tenere di conto dell’imposta denominata “affitto di poltrona” se all’interno del salone lavorano diverse persone non in società.   

Vendita prodotti: è necessario fare una precisazione per la vendita di prodotti. Se all’interno del salone vengono venduti prodotti più o meno professionali, sarà necessario configurarsi non solo come artigiano ma anche come commerciante con il codice ATECO 47.75.10 “commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per la toletta e per l’igiene personale”. Vedremo più avanti poi come gestire l’imposta sostitutiva in regime forfettario.

4. IL REGIME FISCALE PER IL PARRUCCHIERE

Il parrucchiere che apre una partita Iva deve scegliere sin da subito quale regime fiscale adottare: regime forfettario, regime ordinario in contabilità semplificata o contabilità ordinaria. La differenza sostanziale sta nella determinazione del reddito: in quello forfettario è sulla base del coefficiente di redditività, in quello ordinario è determinato dai ricavi meno i costi sostenuti.

Il regime forfettario

Se si è in possesso di tutti i requisiti (primo fra tutti un ricavo non superiore ai 65mila €), il regime forfettario è sicuramente il più conveniente, come abbiamo già spiegato in altre circostanze (vedi video). In base al regime forfettario quanto pagano di tasse i parrucchieri? Il conteggio è lo stesso che per tutte le altre categorie di ditte individuali che si avvalgono di questo tipo di regime fiscale. L’imposta sostitutiva in regime forfettario è del 15%, 5% per i primi 5 anni in caso di start-up (che prevede che la stessa attività non fosse svolta nei 3 anni precedenti l’apertura della partita Iva). A questo punto è necessario conoscere il proprio coefficiente di redditività in base al proprio codice ATECO, che nel caso dei parrucchieri è pari al 67%. Viene considerata una percentuale forfettaria del 33% per le spese sostenute per l’attività. A questo punto il calcolo delle tasse da pagare è semplice, basterà moltiplicare il ricavo lordo per il coefficiente di redditività e applicare l’imposta del 15% (o 5%).

Un esempio? Se il ricavo lordo è di 50mila € il calcolo sarà: 50.000×67%= 33.500€x15%=5025€

oppure 50.000×67%=33.500€x5%=1650€

Ricordiamo che in regime forfettario non è obbligatoria alla fatturazione elettronica ma può essere emessa cartacea con marca da bollo per importi superiori ai 77,47€. 

Vendita prodotti: come abbiamo detto in precedenza nel caso in cui all’interno del salone siano venduti prodotti sarà necessario differenziare i due redditi “servizi” e “vendita”. Per questa attività di commerciante il coefficiente di redditività è pari al 40%.

Il regime ordinario in contabilità semplificata

In mancanza dei requisiti per il regime forfettario è inevitabile la scelta del regime fiscale ordinario in contabilità semplificata. In questo caso il reddito sarà conteggiato sulla differenza tra ricavi meno costi. Su questo utile si applicherà l’IRPEF in base agli scaglioni previsti dalla legge. Inoltre il lavoratore sarà soggetto ad Iva.

Il regime ordinario in contabilità semplificata

In caso di superamento della soglia dei 400mila € per le attività di prestazione di servizi o dei 700mila € per le altre attività, dal regime ordinario in contabilità semplificata si passa al regime ordinario.

5. VERSAMENTO CONTRIBUTI PER I PARRUCCHIERI 

Come per tutti gli artigiani e commercianti, per i parrucchieri è obbligatorio iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, che prevede un contributo fisso per redditi da 0 a 15.953€ (minimale al 2021) pari a circa 960€ per quattro rate annue. Per redditi eccedenti il minimale si hanno tre fasce di fatturato, con distinzione anche in base l’età del professionisti e di suoi eventuali collaboratori, che vale anche sul minimale (vedi tabella).

E’ possibile richiedere una riduzione del 35% con un contributo minimo pari a circa 630€ per 4 rate annue. Questa agevolazione è prevista per tutte le partite Iva artigiani che abbiano scelto il regime forfettario (anche in un secondo momento rispetto all’apertura). La riduzione sarà applicata sia sul minimale che sull’eccedente il minimale. La richiesta dovrà essere compilata e inoltrata online ogni anno entro il 28 febbraio. Ma attenzione questa riduzione comporta un rischio: se il versamento finale annuale non è pari o superiore al contributo fisso, non sarà più garantita la piena annualità contributiva (ai fini del raggiungimento della pensione). In questo caso sarà possibile coprire la parte mancante con i versamenti dell’anno successivo. 

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Veronica Boggian

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